Imu-Tasi, si parte con le regole 2014

30 Maggio 2015

L’acconto va pagato entro il 16 giugno e deve essere la metà di quanto versato lo scorso anno, il saldo arriva a dicembre

PESCARA. Il 16 giugno sarà il Tasse-day per i contribuenti chiamati a pagare l’acconto dell’Imu e l’acconto per la Tasi 2015. Il 16 è anche giornata di pagamento per la Tasi se si è scelto di pagarla in un’unica soluzione e non in due rate. Ed è anche l’ultimo giorno utile per pagare le imposte risultanti dal modello Unico senza beneficiare della proroga di 30 giorni con la maggiorazione dello 0,40%.

LE REGOLE. La legge di Stabilità prevede che i comuni inviino i moduli precompitali per la Tasi a casa dei contribuenti, ma l’obbligo è rimasto lettera morta. Per facilitare le cose però, il ministero delle Finanze prevede che la prima rata debba essere versata con le regole del 2014 alle Poste con modello F24, mentre il conguaglio è previsto il 16 dicembre con le regole del 2015. Per l’Imu bisognerà versare la metà di quanto versato nel 2014, per la Tasi lo stesso, a meno che non siano sopravvenuti cambiamenti nel proprio patrimonio immobiliare.

Le nuove aliquote vengono fissate dalle relative delibere dei consigli comunali. Le delibere dovevano essere approvate entro il 23 maggio per essere pubblicate entro il 31 maggio sul sito del ministero delle Finanze. Ora il termine massimo per l’approvazione delle delibere è slittato al 28 ottobre, nello stesso tempo è slittato il termine di approvazione dei bilanci comunali dal 31 maggio al 30 luglio. D’altro canto pochi comuni avevano provveduto a fissare le nuove aliquote. In Abruzzo appena 16 (Arielli, Canosa, Casoli, Castelfrentano, San Giovanni teatino, Treglio, Vasto, Cappadocia, Castellafiume, Pescina, Roccarso, Sante Marie, Villetta Barrea, Pescara, Rosciano, Scafa, Basciano), mentre 11 hanno approvato delibere di modifica della Tari (Atessa, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Carsoli - che ha anche approvato l’Imu - Scurcola Marsicana, Cepagatti, Castilenti, Montefino, Silvi, Torricella Sucura).

CHI PAGA L’IMU. Viene confermata l’esenzione completa per le abitazioni principali e le relative pertinenze (soggette invece alla Tasi). Fanno eccezione gli immobili di pregio accatastati nelle categorie A1 (signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di pregio). L’imu è dovuta inoltre per le seconde case, gli immobili locati o sfitti, negozi, studi, uffici, laboratori e fabbricati produttivi, aree fabbricabili.

ABITAZIONE PRINCIPALE. Ai fini di Imu e Tasi l’abitazione principale è quella dove il contribunete e la sua famiglia hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale. Nel caso in cui i coniugi hanno stabilito la dimora o residenza in due immobili diversi dello stesso Comune, l’esenzione spetta per uno solo dei due coniugi. Se la residenza dei coniugi è in due comuni diversi l’esonero spetta a entrambi.

CHI PAGA LA TASI. La Tasi devono pagarla sia il proprietario che il detentore dell’immobile, secondo aliquote e quote stabilite da ogni singolo comune. Ad esempio, oltre che dai proprietari degli immobili, la Tasi verrà pagata anche dagli inquilini che abitano in affitto o che hanno a disposizione alloggi di edilizia residenziale pubblica.

QUANTO SI PAGA. Ogni comune stabilisce le aliquote della Tasi avendo riguardo ai costi per i servizi indivisibili che prevede di sostenere nell’anno. Il comune definisce, per ogni tipologia di immobile, l’aliquota e, per gli immobili che non sono abitati direttamente dal proprietario, stabilisce la quota di imposta che deve essere pagata dai proprietari e quella che deve essere pagata dai conduttori.

COME SI CALCOLA. Calcolare la Tasi è come calcolare l’Imu, facendo attenzione perché, diversamente dall’Imu, le aliquote sono espresse in “per mille”.

CI SONO DETRAZIONI? Il comune può definire riduzioni o agevolazioni per particolari situazioni soggettive. Per questo è importante conoscere la delibera del comune che, insieme con le aliquote può stabilire anche delle riduzioni di imposta a favore di alcune tipologie di nuclei familiari. È molto probabile, perché la legge ne fa menzione, che i comuni adottino l’Isee per riconoscere agevolazioni ai nuclei che si trovano in condizioni di disagio economico.

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