In 1.700 discutono di Europa con Prodi

Montesilvano. Ambiente, dignità umana, pace: gli studenti interrogano l’ex premier, Battiston e una rifugiata ruandese
MONTESILVANO. C’è una gioventù che si interroga, si impegna, discute e riflette sul proprio futuro. Giovani che costruiscono ponti fatti di consapevolezza, responsabilità e solidarietà. A chiamarne 1.700 a raccolta a Montesilvano è stato il presidente dell’Azione cattolica Matteo Trifelli, che da venerdì (oggi ultimo incontro) ha organizzato al Pala Dean Martin la settima edizione della “Settimana di Formazione per Studenti 2019 - Bella domanda!”, evento triennale che il Movimento studenti dell’Azione cattolica (Msac) organizza per tutti gli studenti superiori d’Italia.
Una tre giorni cominciata venerdì con gli interventi di Fabiana Martini, giornalista e collaboratrice di Parole O-Stili, e Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, con interventi focalizzati sull’importanza dell’informazione e della comunicazione soprattutto tra i giovani. Ieri il clou, con l’intervento di tre personalità di caratura internazionale: parliamo del fisico ed ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston, della rifugiata ruandese Marie Therese Mukamitsindo e dell’ex presidente del Consiglio dei ministri italiano e della Commissione Europea Romano Prodi. Questione ambientale, dignità umana e sfida europea gli argomenti trattati dai tre autorevoli ospiti, i cui interventi sono stati intervallati dalle domande di Francesco Caputo e Roberta Lancellotti, mentre alla regia si sono distinti Federico e Maete.
Fuggita dalla guerra tra Ruanda e Burundi prima in Kenia e poi in Italia, Maria Therese è figlia di un docente universitario e viveva tra gli agi nella capitale Kigali, metropoli da un milione e 300mila abitanti. Con la figlia voleva raggiungere il Belgio, dove aveva studiato e dove la conoscenza della lingua francese le avrebbe permesso una migliore integrazione. «La mia richiesta è stata respinta tante volte, per cui sono rimasta a vivere nel centro di accoglienza di Fregene fino a quando non ho trovato un lavoro», ha raccontato la donna. «Sono stata fortunata, perchè io non conoscevo la lingua italiana e non ho mai pulito una casa in vita mia, e mai cucinato, ma una famiglia mi ha preso a fare la badante e ho accudito con amore cristiano l’anziana di casa. Sono rimasta in Italia, e poi mi è stata riconosciuta la mia laurea di assistente sociale. Per salvarsi dalle guerre, gli uomini pagano con i soldi. Le donne con i soldi e con il corpo. E quando hanno un figlio, pensano solo a proteggerlo. Quando qualcuno vi bussa alla porta, non chiedetegli: cosa vuoi? Ma: eccomi, cosa posso fare per te? Siamo tutti esseri umani, ci distinguono vestiti e colore della pelle, ma tutto quello di cui avete bisogno voi, ne abbiamo bisogno anche noi». Quindi l’intervento di Prodi, che ha subito evidenziato la particolarità della giovane platea: «Sono emozionato», ha detto Prodi «perchè mi trovo a parlare con persone che non hanno mai maneggiato la lira». Due i meriti fondamentali dell’Europa: la pace e la solidarietà. «L’Europa è stato il centro delle più grandi tragedie della storia», ha esordito Prodi. «Dall’impero romano fino al 1945 guerre e fame si sono susseguite, provocando milioni e milioni di vittime. Per la prima volta, da quando è nata l’Europa unita, tre generazioni hanno vissuto senza una guerra. Basta uscire dall’Europa per trovare, ovunque, guerre e distruzione. La pace», ha sottolineato l’ex presidente della Commissione Europea, «è il valore più importante di tutti». Quindi ancora Storia: «La prima globalizzazione si è avuta con la scoperta delle Americhe. Ora le caravelle che partono alla conquista del mondo sono Amazon, Facebook, Apple, Windows, Google... e sono in mano agli americani e ai cinesi. La nostra unione è quindi anche una questione di sopravvivenza: da soli non ce la faremmo mai a contrastare queste due grandi potenze. L’Europa quindi può continuare a difendere i nostri interessi e i nostri diritti». Infine un aneddoto sul periodo precedente al varo della moneta unica europea. «Tutta la Germania era contraria, voleva continuare ad avere il marco. Chiesi al cancelliere Kohl perchè lui invece fosse uno strenuo difensore dell’euro. E lui mi rispose: “Perchè mio fratello è morto in guerra”».
Molto coinvolgente anche l’intervento del professor Battiston: «Le prime tracce di vita sulla Terra risalgono a 200 milioni di anni fa: oggi siamo quasi 8 miliardi di abitanti. Negli ultimi anni lo sfruttamento del nostro pianeta ha conosciuto livelli eccezionali, e continuiamo a sfruttare le risorse senza ridare nulla indietro. È venuto il momento di fermarci e riportare in equilibrio l’intero sistema». Oggi la chiusura con esperienze e testimonianze di chi si batte per un mondo più giusto e solidale.

