In 2.100 senza Reddito E salgono le richieste di aiuto per casa e lavoro

La Caritas: tra i segnali di difficoltà, l’aumento degli ospiti a mensa E la Croce rossa: «Periferie in sofferenza, sarà un autunno complesso»
PESCARA. Il costo della vita che aumenta sempre di più, il Reddito di cittadinanza venuto meno il primo agosto per 2.100 famiglie nella sola città di Pescara, e la necessità di andare comunque avanti, affrontando le spese di tutti i giorni, piccole e grandi. Le prime difficoltà sono già emerse e, per affrontarle, c’è chi si è rivolto alla Caritas e chi alla Croce Rossa, per ottenere un aiuto, mentre il Banco Alimentare si sta preparando ad aumentare le riserve da mettere a disposizione di chi sostiene i meno fortunati.
I segnali delle prime difficoltà sono stati avvertiti chiaramente dalla Caritas, dice il direttore Corrado De Dominicis. Per ora sono «piccoli segnali» e cioè l’aumento delle persone che si rivolgono alla mensa di Montesilvano per pranzare, passate ogni giorno «da 40 a 55, perché non percepiscono più il reddito di cittadinanza. C’è poi l’emergenza abitativa, legata alla difficoltà di trovare una casa perché gli affitti sono troppo alti oppure perché mancano le referenze e nell’ultimo anno e mezzo sempre più famiglie si rivolgono a noi per chiedere un aiuto, anche nella ricerca di un alloggio». Un lieve aumento è stato avvertito dalla Caritas anche all’Emporio della solidarietà (dove si può fare la spesa con una tessera) e per le richieste di pagamento delle bollette. E poi sono in crescita le persone che si rivolgono alla Caritas perché «cercano lavoro e vorrebbero un aiuto. In questo periodo ci sono dei settori in cui si trova occupazione e le agenzie cercano personale per il tessile per cui si deve puntare alla riqualificazione, alla formazione». C’è anche un altro fronte che potrebbe richiedere un impegno sempre maggiore ed è quello dei migranti. De Dominicis si augura che «si lavori meglio al sistema di accoglienza per garantire delle soluzioni a chi arriva in Italia e poi non rientra in questo sistema ma deve comunque trovare un posto dove mangiare e dove dormire». Comunque, di fronte alle famiglie che affrontano difficoltà sempre maggiori, «noi siamo pronti a fare la nostra parte, in collaborazione con le istituzioni, mentre monitoriamo ciò che avviene».
Si annuncia un «autunno complesso» per la Croce rossa italiana, guidata da Fabio Nieddu, che tra il 2022 e il 2023 ha aiutato 180 famiglie (540 persone) con 1.020 pacchi alimentari (anche per l’emergenza Ucraina). Erogati poi 70 buoni spesa e donati indumenti nuovi (su richiesta), più venti paia di occhiali (grazie al progetto “Amore a prima vista”). C’è poi chi ha chiesto e ottenuto un supporto per il pagamento delle bollette (nell’ambito del Pronto intervento sociale del Comune). «Chi percepiva il Reddito di cittadinanza e veniva supportato da noi ci sta già manifestando i primi timori. “Come faremo?”, ci chiedono. Ecco perché penso che si aprirà un periodo difficile» visto che per sostenere i nuclei meno fortunati la Croce Rossa deve individuare le risorse attraverso altre attività da mettere in piedi. Un pensiero particolare è rivolto alle «esigenze delle periferie». Le zone meno centrali, dice sempre Nieddu, «sono in sofferenza, bisogna occuparsene», e tra le emergenze da affrontare ci sarà quella legata «al pagamento delle bollette delle famiglie, visto che si parla di un nuovo aumento del prezzo del gas».
Il Comune ha già annunciato un aumento dei fondi per le famiglie in difficoltà. Chi ha un Isee ordinario o Isee corrente non superiore a 8.000 euro e risiede in città può rivolgersi al servizio del Pronto intervento sociale per chiedere un sostegno economico per pagare alcune spese (è necessario rivolgersi al Segretariato sociale, il lunedì, il martedì e il giovedì dalle 9 alle 13, e il martedì dalle 15 alle 17 al numero di telefono 0854283043).

