«In 200mila, Pescara come Riccione»

Cuzzi: «Ora deve diventare la prima notte bianca d’Italia». Da rivedere i negozi chiusi e il coinvolgimento della zona sud
PESCARA. Ha chiuso la Notte bianca alle sei di ieri, a vedere l’alba allo stadio del Mare dopo aver tirato fino alle 4 passate con la musica elettronica all’ex Cofa, dopo i concerti di Karima, Raf e la miriade di eventi sparpagliati lungo i dieci chilometri di festa della riviera chiusa alle auto. Il giorno dopo è felice l’assessore al Turismo e ai Grandi eventi del Comune Giacomo Cuzzi che già pensa in grande.
Assessore quanta gente c’era?
Il dato preciso non lo so ed è impossibile quantificarlo, ma io credo almeno 200mila persone se paragonate alle 70mila della notte dello shoppping dell’anno scorso.
Soddisfatto?
Sono contentissimo, è stato un risultato che non osavo immaginare nemmeno nei miei sogni più belli. Sono rimasto francamente stupito di quello che siamo riusciti a fare in un mese e mezzo appena di organizzazione. E con le poche risorse che avevamo.
Quanto è costata?
Ventimila euro, senza sponsor, tutta programmazione nostra: abbiano deciso di caratterizzare la città con un grande evento e ci siamo riusciti.
C’è una città a cui vi siete ispirati?
Il modello è Riccione, per caratteristiche molto simile a Pescara che non ha nulla da invidiare alle città che fanno del turismo la loro fonte di ricchezza. Abbiamo immaginato da subito di fare una manifestazione importante che potesse far conoscere la città a livello nazionale e ci siamo riusciti alla stragrande.
Che cosa ha funzionato meglio e che cosa meno?
Si può fare sempre meglio, si possono generare nuovi eventi, per il futuro dobbiamo coinvolgere anche la parte sud al confine con Francavilla, dove, seppur programmando, non siamo riusciti ad esprimere il massimo. Gli stabilimenti hanno collaborato tutti in maniera positiva, anzi la prima richiesta è che dobremmo farne una a settimana di Notte bianca così.
Ma c’è chi si è lamentato dei molti negozi chiusi. Come mai?
Sì, me l’hanno segnalato. Noi avevamo fatto una riunione con le associazioni di categoria immaginando che in periodi di saldi avrebbe fatto comodo restare aperti, ma comunque c’è la notte dello shopping il 31 luglio.
Il futuro?
È stata solo la prima edizione, ma vogliamo che questa notte diventi la prima notte bianca d’Italia. Non ci riusciremo l’anno prossimo, ma nei prossimi quattro anni lo diventerà. Ci vogliono maggiori risorse, va promosso l’evento anche fuori dai nostri confini, cosa che abbiamo fatto in Abruzzo e a livello nazionale grazie al canale di radio 105. In questo senso è stato importante riuscire a intercettare e a portare a Pescara il loro tour che oltre a regalare il concerto di Raf, evento che al Comune è costato solo per i servizi, ha offerto due giorni di diretta dall’arena del mare.
Da pescarese, che cosa le è piaciuto?
La viviacità delle persone, che si sono riappropriate della Riviera chiusa alle auto, un fiume di gente. E poi il grande entusuasmo. Bisogna ripartire da qui, è ora che questa città investa sulla sua vocazione turistica, è questo il nostro futuro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

