In 45 anni sparite nel nulla 515 persone

Lo dice la relazione del 2019 del commissario nazionale presentata di recente alla Camera. In Italia sono 59.044
PESCARA. Sono 515 le persone scomparse in Abruzzo dal primo gennaio del 1974 al 30 giugno 2019. Lo rivela la 21/ma relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, il prefetto Giuliana Perrotta, che si è insediata lo scorso marzo, e che il 25 luglio ha illustrato i dati dei primi sei mesi del 2019 alla presenza del ministro dell’interno, Matteo Salvini. «Alcuni scompaiono perché vogliono scomparire. Altri si perdono. Altri vengono rapiti. Ma tutti hanno bisogno di qualcuno che vada a cercarli». Non è un caso se la relazione si apre con una citazione di Don Winslow, lo scrittore e regista statunitense, ex investigatore, considerato uno dei massimi esponenti del genere giallo contemporaneo. La sparizione di una persona non è sempre, e solo, un fatto personale, ma una condizione che proietta le famiglie in uno stato di vita sospesa che a volte dura per anni, e altre volte per sempre.
L’ENTITÀ DEL FENOMENO. In Italia sono 59.044 le persone di cui non si sa più nulla (1° gennaio 1974 - 30 giugno 2019). A fronte delle 236.656 denunce presentate, ne sono state ritrovate 177.612 . Dei 59.044 scomparso 42.591 sono minorenni (2.515 italiani - 40.076 stranieri), e 14.838 i maggiorenni (6.020 italiani - 8.818 stranieri), di cui 1.615 con più di 65 anni. «Quelli che in gergo burocratese, vengono definiti “utenti” non sono cittadini qualsiasi, perché da una parte ci sono persone che spariscono, e devono essere trovate», scrive il prefetto Perrotta, «dall’altra ci sono i familiari, devastati dalla preoccupazione e dall’angoscia».
NEL 2019. Nei primi sei mesi del 2019 le denunce di scomparsa sono state 6.761, di cui il 66% riguarda persone è di sesso maschile, ma il dato veramente sconvolgente è quello che riguarda i minori, che sono il 54% (il 59% di loro è di origine straniera).Delle 6.761 persone di cui è stata denunciata la scomparsa nel sono state ritrovate 4.288, ma delle altre 2.473 si sono perse del tutto le tracce.Alla stessa data (30 giugno 2019), in Italia risultano essere stati recuperati 919 cadaveri non identificati. Di questi, 8 sono stati rinvenuti in Abruzzo
PENELOPE. In Abruzzo, accanto alle forze dell’ordine, opera anche l’associazione “Penelope”, che si occupa della ricerca di persone scomparse. Due settimane fa c’è stato il cambio della guardia ai vertici dell’associazione, con il passaggio della presidenza da Annalisa Loconsole ha ceduto la presidenza ad Alessia Natali. L’associazione, contattabile su facebook attraverso uno dei profili della nuova presidente, ha anche cambiato recapito. Ora è a Pescara, nella sede Cisal di via Muzio Pansa 3/5.
LA BANCA DATI DEL DNA. Nel 2016, attraverso il decreto 87 del 7 aprile 2016 è stato emanato il Regolamento attuativo della legge che istituisce la banca dati del dna. Uno strumento che potrebbe rivelarsi utile non solo per quanto riguarda l’identificazione di corpi rinvenuti spesso in maniera del tutto casuale, ma anche per la ricerca dei bambini scomparsi.
«Tra i casi trattati negli anni dall’Ufficio, difatti, vi sono quelli anche molto noti riguardanti minori scomparsi in tenera età ai quali potrebbe essere stata attribuita altra identità a loro insaputa», afferma ancora il prefetto Perrotta nella relazione. Tra l’altro il Racis (Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche) e il Servizio di Polizia Scientifica aggiornano continuamente la banca dati con gli elementi che vengono acquisiti nel corso del tempo, sperando che i riscontri incrociati possano risolvere qualche vecchio caso.
COLD CASE. Anche l’Abruzzo ha i suoi “cold case”, persone di cui si sono ormai perse le tracce da decenni, come nel caso del medico teatino Romano Catellani, svanito nel nulla nel 1995. Oppure ancora, più recentemente, di Silvana Pica, sparita da Pescara nel gennaio del 2012. Oppure, di Daniele Taddei, 28 anni, di Sant’Omero, di cui non si sa più nulla ormai dal 2014 .
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