In 4mila curati con gli antivirali: siamo tra le prime regioni d’Italia

Lo certifica l’Agenzia del farmaco, servono per proteggere dalle complicanze i contagiati dal Covid Da prendere prima della comparsa di sintomi gravi. L’appello di Grimaldi per gli anziani e i fragili
L’Abruzzo è tra le regioni italiane che più utilizzano i farmaci antivirali per prevenire complicanze gravi del Covid. Sono infatti 4.081 i pazienti sotto trattamento finora da quando i farmaci sono stati autorizzati.
Lo dice il nuovo report dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, secondo cui, nell’ultima settimana in esame, l’Abruzzo è risultato secondo in Italia per utilizzo del farmaco molnupiravir (nome commerciale Lagevrio), quarta per il remdesivir (Vexlury). Più indietro nell’uso del Paxlovid, quello che da qualche giorno è possibile ricevere anche in farmacia su prescrizione del medico di famiglia.
Per essere efficaci, gli antivirali, che sono destinati alle persone a rischio di complicanze gravi, devono essere somministrati entro qualche giorno dall’infezione (in alcuni casi entro cinque) e prima dei sintomi gravi. Nei giorni scorsi, quindi, sono arrivati due appelli da parte dei medici in prima linea negli ospedali abruzzesi. «I fragili e gli anziani, che sono i più a rischio, devono contattare immediatamente il medico di famiglia o le Usca della Asl in caso di contagio, così da poter ricevere antivirali e monoclonali a scopo preventivo», ha detto il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila Alessandro Grimaldi. Parole simili per il collega dell’ospedale di Pescara, dove solo l’altro ieri sono stati somministrati 46 trattamenti antivirali, Giustino Parruti: «Con una somministrazione tempestiva degli antivirali si riesce con successo a prevenire complicanze gravi nelle persone a rischio». L’appello degli esperti è arrivato non a caso durante il rialzo dei numeri dei contagi,. spinti dalla variante Omicron 2. Solo ieri, i nuovi positivi sono stati 2.136, con altre tre vittime.
QUALI ANTIVIRALI
Come ricorda la stessa Aifa, in Italia sono stati finora autorizzati due antivirali orali per il trattamento del Covid-19 negli adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che presentano un elevato rischio di sviluppare una forma severa: il Paxlovid e il molnupiravir (Lagevrio). Ma il più diffuso è l’ antivirale ad uso endovenoso remdesivir (Veklury), che «è il primo farmaco ad azione antivirale ad aver ricevuto autorizzazione per il “trattamento della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19), in pazienti adulti ed adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e peso pari ad almeno 40 kg) con polmonite che richiede ossigenoterapia supplementare”».
I NUMERI DEGLI ANTIVIRALI
Secondo il report dell’Aifa, in Abruzzo sono state avviate 2.978 terapie del remdesivir a pazienti ospedalizzati. Tra i non ospedalizzati, invece, 952 con il molnupiravir, 98 terapie con il remdesivir e 54 con il Paxlovid, per un totale di 1.103. In termini assoluti, l’Abruzzo è quindi davanti a Basilicata, Calabria, Friuli, Molise, Trentino, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta. Ma in proporzione al numero degli abitanti, la regione scala la classifica. Nell’ultima settimana, infatti, ogni milione di abruzzesi, in 103 hanno ricevuto il molnupiravir e in 17 il remdesivir con ossigenoterapia, rispettivamente il secondo e il quarto dato più alto in Italia. Sempre ogni milione di abitanti, però, il Paxlovid è stato somministrato a 15 persone, cioè 8 in meno della media nazionale.
ANCORA TANTI CONTAGI
I farmaci antivirali stanno aiutando a tenere a ridurre gli effetti dei grandi numeri dei contagi. Solo ieri sono stati 2.136 i positivi, individuati attraverso 2.174 tamponi molecolari e 11.514 antigenici: il tasso di positività dei test è sceso al 15,60%. Sale però a 53.282 il numero degli abruzzesi attualmente positivi. Di questi, sono 317 i ricoverati nei reparti ordinari ospedalieri (-2 in 24 ore) e 14 quelli in terapia intensiva (+1). Si registrano però altre tre vittime: una nell’Aquilano, una nel Chietino e una nel Teramano. È ancora il Chietino la provincia con più casi di giornata (681), seguita dal Pescarese (526), dal Teramano (515) e infine dall’Aquilano (341).

