In Abruzzo altre zone rosse Marsilio: servono più vaccini

4 Marzo 2021

Restrizioni in tre comuni del Teramano. Appello al commissario: aumentare le dosi

L'Abruzzo diventa sempre più rosso. Ai 22 comuni in "red zone", nelle province di Pescara e Chieti e ad Ateleta, in provincia dell'Aquila, si aggiungono Silvi, Pineto e Roseto degli Abruzzi, per i quali il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato ieri l'ordinanza. È una curva altalenante, quella dei contagi, ma a preoccupare è il numero dei ricoveri nelle terapie intensive, che non scende sensibilmente. La variante inglese sta rallentando gli effetti della "cura". «Sui contagi c'è una fase di sostanziale assestamento», dichiara Marsilio, «con cifre che variano a giorni alterni. L'azione di contenimento, questa volta, appare più difficile. L'unica strada per rallentare i contagi è aumentare le vaccinazioni». Ed è ciò che Marsilio chiederà domani, nell'incontro con il commissario straordinario, Francesco Figliuolo. Più vaccini a disposizione delle aree critiche.
ABRUZZO IN ROSSO
Si fa fatica a contenere i contagi. A due settimane dall’entrata in vigore della zona rossa in alcune aree dell'Abruzzo, le restrizioni non stanno producendo l'effetto previsto, con la corsa del virus che non si arresta. Colpa della variante inglese, che nel Pescarese si riscontra nel 70% dei contagi. Una vasta fascia costiera, in particolare i comuni di Silvi, Pineto e Roseto degli Abruzzi, da ieri è in zona rossa. Qui, il 27 febbraio scorso è stato avviato dalla Asl di Teramo «uno specifico monitoraggio del rischio di trasmissione virale, con rivalutazione entro 48 ore». Dalla relazione «oltre ad una significativa percentuale di casi accertati sulla popolazione residente» si evidenzia «anche la presenza di diversi casi di variante inglese che, uniti alla naturale prossimità dei comuni con l'area metropolitana di Pescara, possono giustificare ulteriori restrizioni».
«Sussistono le ragioni di aggravamento del rischio sanitario, che rendono necessario», si legge nell'ordinanza firmata da Marsilio, «porre in essere tutte le misure utili a contenere la trasmissione del virus Sars-Cov 2 e delle specifiche varianti».
MISURE MENO EFFICACI
«La situazione non va drammatizzata», dichiara Marsilio, «rispetto alla scorsa settimana, quando erano completamente rosse le due province di Pescara e Chieti, adesso i comuni con le restrizioni maggiori sono 23, in quell'area. È pur vero, tuttavia, che le misure previste da questa normativa, con la variante inglese, sono meno efficaci. Nell'ultima zona rossa, scattata a fine novembre, abbiamo registrato subito una brusca frenata. La verità è che, dopo 10-15 giorni di cura, avevamo numeri in sensibile diminuzione sia sui contagi che sull'occupazione dei posti-letto. Stavolta, sui contagi assistiamo ad una fase di assestamento, altalenante. È troppo presto per dire se sia l'inizio della discesa perché non sussistono grandi variazioni. Soprattutto, non scendono in modo evidente i ricoveri nelle terapie intensive».
VARIANTE INGLESE
«L'azione di contenimento della curva dei contagi con la variante inglese risulta più difficile», evidenzia il presidente della Regione. «La strada per invertire la rotta? Servono più vaccini, oltre ai controlli sui comportamenti in zona rossa. Spero che il lavoro del Governo vada in questa direzione». Domani è in programma una riunione tra i governatori delle Regioni e il commissario Figliuolo, che ha preso il posto di Arcuri. «In quella sede», annuncia Marsilio, «chiederò una distribuzione più marcata dei vaccini nelle aree più a rischio, sottoposte a regime di zona rossa, dove i contagi sono maggiori. La variante inglese può essere sconfitta soltanto incrementando la campagna vaccinale: le sole restrizioni non sono sufficienti».
RISCHIO ELEVATO
«Purtroppo l'Abruzzo è stato colpito dalla variante inglese, in modo particolare», ha detto l'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì ai microfoni di Rete 8, a margine di una visita all'ospedale di Giulianova, «che incide per il 70% sui casi positivi e questo ha prodotto un'impennata e una possibilità di avere maggiori contagi. Abbiamo messo in atto un'attività preventiva, con il tracciamento, e circoscritto i casi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA