In Abruzzo centomila malati che ignorano di avere il Covid

22 Luglio 2022

Secondo uno studio sette persone su dieci, in regione, non sanno di essere positive a Omicron 5 I falsi negativi la causa dei contagi dilaganti che ieri hanno portato i casi in corso individuati a 50mila 

Ogni dieci infetti dal Covid, almeno sette potrebbero ignorare di esserlo diventando la causa principale e inconsapevole del dilagare dei casi in corso. Gli esperti sono praticamente tutti concordi: il numero reale degli attualmente positivi è superiore a quello ufficiale, probabilmente di tre volte.
In Abruzzo, quindi, i casi attivi sarebbero addirittura 150mila invece degli oltre 50mila ufficiali registrati ieri. E questa enorme fetta di sommerso prende le mosse dai tanti tamponi antigenici falsamente negativi provocati dalla sottovariante Omicron 5. Falsi esiti che interessano anche persone con sintomi. È per questo che i medici ora consigliano di considerarsi positivi – quindi mettere in pratica tutte le dovute precauzioni – alla prima insorgenza di sintomi come il raffreddore, anche con tampone negativo, perché si può essere già contagiosi.
GLI ESPERTI. «In molti casi i sintomi sembrano precedere il risultato positivo al test perché oggi il sistema immunitario si attiva molto più velocemente contro il virus rispetto a prima», spiegano gli esperti della Federazione dell’Ordine dei medici Fnomceo. «All’inizio della pandemia», aggiungono, «i contagi avvenivano tra persone che non avevano mai preso prima il Sars-CoV-2 e che non erano vaccinate, e il virus poteva agire indisturbato per diversi giorni prima che l’infezione fosse tale da essere rilevata dal sistema immunitario.
Oggi, invece, con la maggior parte della popolazione vaccinata o già esposta al virus, la reazione immunitaria è più rapida e può portare a casi in cui si hanno sintomi, ma non si risulta positivi, perché la carica virale non è ancora sufficiente rispetto alla sensibilità del test».
I QUATTRO DECESSI. A far scattare il sospetto che i casi siano molti di più di quelli rilevati, sono numeri di ricoveri e dei morti, in qualche modo sproporzionati rispetto alla bassa letalità di Omicron 5. E ieri in Abruzzo, mentre si confermava la lenta discesa dei contagi e anche il numero dei ricoveri offriva un primo segnale di calo dopo giorni di impennata, il bollettino regionale segnalava altre quattro vittime. Si tratta una 69enne dell’Aquila, di una 79enne di Arsita, di un 90enne di Giulianova, mentre un decesso è risalente ai giorni precedenti ma conteggiato ufficialmente soltanto nella giornata di ieri. Ora il totale dei decessi da Covid in Abruzzo sale a 3.426 persone.
LA LENTA DISCESA DEI CASI
Il bollettino regionale di ieri segnalava 2.672 nuovi positivi in Abruzzo: un numero ancora enorme, ma che conferma la lenta discesa. Il giovedì precedente – 14 luglio – infatti, a simili condizioni statistiche erano stati 3.274. In sette giorni il calo è stato quindi del 18 per cento. I nuovi positivi sono stati individuati attraverso 11.663 tamponi (1.956 molecolari e 9.707 antigenici): il tasso di positività dei test è stato quindi del 22,91%. Ed è ancora una vola la provincia di Chieti quella più colpita, con 788 casi in un giorno. A seguire il Teramano con 608, il Pescarese con 592 e infine l’Aquilano con 534 nuovi contagi.
Tra le città, davanti a tutti in Abruzzo c’è ancora Pescara con 205 nuovi positivi. Poi L’Aquila con 141, Montesilvano con 97, Teramo con 86, Chieti con 80, Avezzano con 65 e Vasto con 58.
PRIMO CALO DEI RICOVERI
Al netto dei 1.361 nuovi guariti di giornata, sale il numero degli abruzzesi attualmente positivi, ora 50.914. Ma scende quello dei ricoveri, dopo i significativi aumenti dei giorni scorsi. In area medica in un giorno si è passati infatti da 285 a 273 pazienti assistiti, con un calo di 12 unità. I pazienti in terapia intensiva in 24 ore sono invece scesi di due unità, da dieci a 8.