In Abruzzo la ripresa è debole Ma continua la corsa ai voucher

PESCARA. L’Abruzzo dal punto di vista occupazionale ha vissuto un trimestre migliore rispetto al passato, ed uno peggiore. Resta il dato di fondo: il fortino dei 500mila occupati, “sbrecciato” nel...
PESCARA. L’Abruzzo dal punto di vista occupazionale ha vissuto un trimestre migliore rispetto al passato, ed uno peggiore. Resta il dato di fondo: il fortino dei 500mila occupati, “sbrecciato” nel corso della crisi, non si sta ricostruendo. Il calo degli occupati di circa 25mila lavoratori è diventato strutturale. Verso l'alto si registra qualche picco, ma non è permanente. I dati presi in prestito dalla lettura del segretario regionale della Uil, Roberto Campo dell’ultimo report sull’occupazione, danno l’idea di quanto abbiano inciso le condizioni lavorative nell’aspetto socio economico.
Quel po' di ripresa che si manifesta anche in Abruzzo dal 2015 è debole rispetto ai cali pesanti subiti nel corso della crisi, soprattutto nel 2013-2014. «Senza dimenticare che l'Abruzzo è andato molto male anche prima della crisi, dal 2000», fa notare lo stesso Campo.
Le dinamiche tendenziali tra il terzo trimestre del 2016 e lo stesso periodo dell'anno precedente portano ad una crescita complessiva di 15mila occupati in Abruzzo e 3mila in Molise, «ma siamo ancora lontani dal recuperare i posti di lavoro persi per gli effetti della crisi economica», condividono i segretari regionali della Cisl Maurizio Spina e della Cgil Sandro Del Fattore.
L'Istat in Abruzzo registra una riduzione degli occupati in agricoltura. Gli occupati aumentano invece nell'industria e nei servizi. Cresce il numero degli operai in edilizia.
Anche secondo il Cresa la dinamica occupazionale resta debole - fatta eccezione per i mezzi di trasporto (+12%) - ma è significativo il suo grado di diffusione tra i settori. Nel terzo trimestre 2016, secondo le Camere di commercio d’Abruzzo, l’occupazione ha segnato un generale +1,4%. «Dalle informazioni disponibili sembrerebbero emergere segnali incoraggianti rivelatori, se non di una vera e propria inversione di tendenza, almeno di un d’arresto della intensa tendenza declinante che perdura ormai da sette anni», commentano gli analisti cercando di fare delle previsioni.
Passando alle persone che sono in cerca di occupazione in Abruzzo si calcola che siano in 60mila, praticamente un numero raddoppiato durante il periodo di recessione. Mentre il tasso di disoccupazione rimane sopra l'11%. Inoltre sono oltre 33mila gli abruzzesi che anche nel corso del 2016 hanno fatto ricorso ad una indennità di disoccupazione (Aspi, Naspi, mobilità).
E veniamo ai voucher. La corsa a questi strumenti di lavoro appare inarrestabile. Da gennaio a ottobre 2016, l’aumento (in confronto allo stesso periodo 2015) è stato del 29,2% dopo l’83,7% segnato nel periodo gennaio-ottobre 2015 (in rapporto al 2014). Passando ai numeri (dati Inps) si è passati da 1.092.145 voucher del 2014 ai 2.592.274 fino a ottobre di quest’anno. E se la soglia dell’83,7% aveva proiettatio l’Abruzzo al quarto posto della classifica delle regioni dove i voucher erano più diffusi (prima la Sicilia, seconda la Liguria, terza la Puglia), il successivo incremento del 29,2%, sotto la media nazionale di 3 punti in percentuale, ha fatto scivolare la regione all’undicesimo posto.
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