«In Abruzzo nessun caso di uova all’insetticida»

23 Agosto 2017

Zooprofilattico e ministero: «Trovato un caso positivo in un centro imballaggi in provincia di Teramo, ma era stato deposto in un allevamento vicino Ancona»

TERAMO. Nessun allevamento in Abruzzo ha prodotto uova al Fipronil. L’istituto zooprofilattico “Caporale” e il ministero della Salute smentiscono che il primo caso di uova contaminate sia abruzzese. E la notizia, pubblicata ieri dal quotidiano “La Repubblica”, frutto probabilmente di un misunderstanding: le uova contaminate sono state trovate in uno stabilimento di imballaggio in provincia di Teramo, ma provenivano da un allevamento in provincia di Ancona.
Lo conferma una nota della Regione: «I controlli eseguiti dalle Asl regionali su 11 operatori del settore hanno portato alla scoperta di un unico episodio di positività, riscontrato in uno stabilimento di imballaggio del Teramano, che stava lavorando una partita di 25.920 uova provenienti dalle Marche, da un’azienda agricola della provincia di Ancona. Sono state sequestrate 25.840 uova, che verranno ora avviate a distruzione. Contestualmente sono state attivate le procedure per l’informazione al ministero della Salute, alla Regione Marche e a tutta la rete dei controlli sulla sicurezza alimentare compreso il Nas dei carabinieri». Il piano di monitoraggio in Abruzzo ha preso il via il 10 agosto, con una nota del Dipartimento Salute e Welfare inviata alle Asl, con cui si chiedeva di attivare verifiche su partite di uova e ovoprodotti provenienti da stabilimenti di alcuni Paesi europei. Tra l’11 e il 18 agosto sono stati eseguiti i campionamenti per ricerca dell’antiparassitario nelle matrici indicate dal ministero.
Ulteriore conferma arriva da Nicola D’Alterio, direttore sanitario dello Zooprofilattico che da quando è scattato l’allarme si trova ad analizzare campioni di uova in arrivo praticamente da tutta Italia. «Finora nei nostri laboratori sono arrivati più di 200 campioni, e nessuno di quelli prodotti in Abruzzo è risultato positivo», dichiara, «siamo l’istituto di riferimento per gestire quest’emergenza, incaricati dal ministero della Salute, perché abbiamo macchinari e metodiche che danno risposte attendibili. Il nostro personale ha un valore in più che ci consente di rispondere immediatamente in emergenze del genere. A questo riguardo devo ringraziare i nostri tecnici dei laboratori della sicurezza degli alimenti che hanno lavorato giorno e notte, anche nei festivi, per garantire la tempestività dei risultati». Finora sono stati analizzati circa 150 campioni e i casi positivi «nella maggior parte hanno evidenziato valori bassi di Fipronil, che non danno tossicità acuta nell’uomo», spiega D’Alterio.
Al “Caporale” di Teramo ogni giorni arrivano decine di campioni, anche se in questi giorni altri Zooprofilattici si stanno attrezzando per fare le analisi. Non a caso ieri l’istituto zooprofilattico del Mezzogiorno in seguito ai controlli su 37 campionamenti in Campania, ha rilevato due casi di “non conformità” in centri di imballaggio annessi ad allevamenti, a Benevento e a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli.
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