In Abruzzo è boom di imprese rosa

7 Agosto 2018

Le donne a capo di 38.420 aziende su un totale di 158.666. Avanzano anche le straniere, che si attestano a quota 13.969

L’AQUILA . È boom di imprese al femminile, e una su dieci, in Italia, parla straniero. In Abruzzo, alla fine di giugno del 2018, le imprese femminili iscritte nei registri delle Camere di commercio ammontavano a 38.420 unità, a fronte delle 148.666 complessive. Delle oltre 38mila imprese in rosa, ben 4.106 sono gestite da giovani imprenditrici e 13.969 fanno riferimento a donne straniere, che nella nostra regione hanno trovato l’opportunità di scommettere su se stesse. Le imprese straniere “giovani”, invece, sono 4.400.
LO STUDIO. Lo rivela uno studio dettagliato fornito dall’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere e Infocamere nazionale. Molte di queste aziende hanno meno di dieci anni di vita, segno di un’effervescenza in continuo aumento. E l’Abruzzo non fa eccezione: con le 38.420 imprese femminili su 148. 666 totali guadagna il terzo posto della scala nazionale. In Abruzzo, addirittura, ci sono più imprese in rosa che in Liguria (36.075). Naturalmente la regione non riesce a reggere il confronto con Lombardia (178.757), Lazio (144.448), Campania (135.767), e la Sicilia, che con le sue 113.378 imprese guidate da donne si candida a sfatare il mito del “Nord”.
LA COMPONENTE STRANIERA. Secondo lo studio di Uniocamere, la componente straniera guidata da donne rappresenta il 10.7% del milione 335mila imprese rosa attive in Italia. «Dal 2010 ad oggi», si legge nel report, «sono nate oltre 98mila aziende. Si tratta di una realtà imprenditoriale giovane anche per la maggiore presenza di under 35, che sono al comando del 19,4% di imprese femminili straniere, contro l’11,9% delle aziende guidate da donne».
LE PIÙ INTRAPRENDENTI. A essere più intraprendenti, dopo le italiane, sono soprattutto le cinesi, le rumene e le marocchine che insieme assorbono il 41% del tessuto imprenditoriale femminile straniero. Le attività dove le imprenditrici straniere incidono maggiormente sono sanità e assistenza sociale, con il 62,6%, servizi alla persona (57,3%) e l’istruzione (50,9%), ma in termini assoluti il commercio resta di gran lunga il settore con la presenza più consistente di imprese che hanno a capo donne immigrate (33,6%), seguito da servizi di alloggio e ristorazione (12,4%) e manifatturiero (11%). Lombardia, Lazio e Toscana sono le regioni con il numero più elevato di iniziative femminili straniere in Italia: oltre 57mila aziende, ben il 40% di quelle complessivamente fondate da imprenditrici immigrate.
IN ABRUZZO. Guardando, invece, all’incidenza delle iniziative straniere femminili sul totale delle imprese straniere, la classifica regionale vede l’Abruzzo al terzo posto, con il 31,5%, dopo il Molise, con il 35,8% e la Basilicata, con il 35,2%.
I SETTORI. I settori che vedono maggiormente impegnate le donne, straniere comprese, sono sanità e assistenza sociale hanno assorbito il 62,6% del totale, i servizi il 57,3%, l’agricoltura (45,4% del totale) . Si piazzano bene in classifica anche le attività finanziarie e assicurative (38,9%), le attività artistiche e sportive (38,8%), quelle immobiliari (37,7%) e le attività manifatturiere (34%). in Italia, in totale, ci sono 596mila imprese straniere, di cui 142.738 a guida femminile.