In arrivo 500 profughi Chiesto incontro al prefetto

29 Gennaio 2016

PESCARA. «Pescara e la sua provincia si preparano a una nuova ondata di arrivi di presunti profughi, almeno 500 solo per cominciare, che dal primo febbraio finiranno stipati dentro i nostri alberghi»....

PESCARA. «Pescara e la sua provincia si preparano a una nuova ondata di arrivi di presunti profughi, almeno 500 solo per cominciare, che dal primo febbraio finiranno stipati dentro i nostri alberghi». Ad annunciarlo è il capogruppo di Fi alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri dopo che la prefettura di Pescara ha aperto le buste per affidare il servizio di accoglienza di 500 nuovi profughi, da febbraio a dicembre.

«Una nuova ondata che andrà a sommarsi ai circa 500 extracomunitari già presenti sino a oggi sul territorio, sottoponendo il nostro capoluogo a uno sforzo di accoglienza che non abbiamo né gli strumenti né i mezzi per fronteggiare. E il tutto avviene nel totale silenzio del sindaco Alessandrini e del governatore D'Alfonso, completamente inerti dinanzi a ciò che dispone il Governo Renzi. E intanto sotto il Palazzo comunale continua la protesta di 65 ex precari della Attiva, da 27 giorni senza lavoro e senza stipendio, e continua la protesta dei 65 dipendenti dell'azienda Maiella Morrone, che da mesi lavorano senza stipendio e senza un futuro».

Forza Italia chiede al sindaco, «di fronte all'ineluttabilità dei numeri», di salire le scale del Palazzo del Governo e di andare dal prefetto dicendo chiaramente che Pescara, a fronte dell'emergenza sociale in atto, non può accogliere altri immigrati.

«Soprattutto», ha sostenuto Sospiri, «Pescara non può veder investire 6 milioni di euro per il sostentamento di presunti profughi, mentre ci sono 130 famiglie, quelle dei precari della Attiva, e quelli della Maiella Morrone, che sono senza lavoro, senza stipendio, senza un euro per comprare il pane e che vivono sotto una tenda, dinanzi al Comune, nella totale indifferenza di una classe dirigente-Pd incapace di affrontare le urgenze e di scegliere le priorità».