In arrivo altri profughi in città: individuati nuovi punti di raccolta

L’assessore Seccia sul piano ospitalità: «Pensiamo di allestire palazzetti dello sport e capannoni» Intanto ieri sono arrivate 160 persone: tra loro, c’erano anche due madri con sette figli piccoli
PESCARA. Un palazzetto, un capannone, un fabbricato. Spazi ampi che possano ospitare, per poche ore prima di essere dirottati negli alberghi, flussi importanti di profughi ucraini in arrivo in città dai territori bellici. La struttura, che per il momento non disporrebbe di posti letto, servirebbe come punto di raccolta temporaneo delle persone e come deposito delle derrate alimentari. Sta cercando una idonea location l'assessore alla Protezione civile, Eugenio Seccia, per conto dell'amministrazione comunale che ha allestito il centro di coordinamento delle attività di accoglienza nelle sale dell'ex Omni in via del Circuito, su disposizione del prefetto Giancarlo Di Vincenzo. Seccia non ha svelato i dettagli dell'operazione. Ieri sera ha detto solo: «Devo effettuare un sopralluogo in una struttura, siamo vicini ad un accordo». A Pescara saranno accolti i disperati provenienti da tutta la provincia. Finora, dall'inizio dell'emergenza, in città sono arrivate alla spicciolata oltre 300 persone, soprattutto mamme con i bimbi e nonne, che hanno trovato ospitalità da parenti e amici pescaresi o dirottati nei quattro alberghi che hanno dato la disponibilità all'accoglienza, l'Holiday di Pescara, l'Excelsior e il Promenade di Montesilvano, l'hotel Amico di Città Sant'Angelo. Solo ieri sono giunte in città 160 persone, «tra cui due madri con sette figli, uno di un mese», ha fatto sapere l'assessore alla Famiglia, Adelchi Sulpizio. Trentacinque dei 39 profughi ospitati nei giorni scorsi nell'albergo pescarese, ieri mattina sono stati trasferiti a Città Sant'Angelo dove hanno preso possesso di una quindicina di camere e dove potranno usufruire dei servizi di colazione, pranzo e cena. Fino ad oggi i pasti caldi sono stati distribuiti dai volontari della Caritas che li hanno portati direttamente in albergo. «E' un'emozione molto forte accogliere a aiutare queste mamme con tanti bambini, stanchi e provati da questa esperienza», il commento di Annalisa Monti che, col fratello Giuseppe, gestisce il motel Amico, «per i piccoli organizzeremo un buffet di dolci e caramelle e provvederemo a trovare passeggini per i piccoli che potranno disporre di colori e carta per disegnare». Sono 20, a turno, i volontari della Protezione civile che si occupano dell'accoglienza ai profughi che all'arrivo devono essere visitati e fare il tampone. «Finora una sola persona è stata trovata positiva al Covid su centinaia visitate» precisa Seccia in prima linea sull'accoglienza con il sindaco Carlo Masci e la Asl. Intanto prosegue, dalle 9 alle 21, dal lunedì alla domenica, la raccolta di viveri e farmaci nel deposito di palazzo di città, coordinata dall'associazione "Nessuno escluso" di Kateryna Alerush e dal consigliere Massimiliano Pignoli che annuncia: "Grazie alla generosità dei pescaresi già 5 furgoni di alimenti e beni di prima necessità sono arrivati in Ucraina".

