In arrivo centinaia di nuovi profughi

Bando della Prefettura per accogliere 300 rifugiati da settembre a dicembre, si riapre la polemica sui pericoli per il turismo
MONTESILVANO. La Prefettura di Pescara si prepara ad accogliere altri 300 profughi sul territorio provinciale e a Montesilvano operatori turistici e amministratori si mobilitano per cercare di fronteggiare l’emergenza.
Non senza preoccupazioni. Sebbene Montesilvano sia una delle città più multiculturali d’Abruzzo, e nonostante i protocolli attivati dall’amministrazione per l’impiego volontario dei migranti in lavori utili alla comunità, infatti, negli ultimi mesi il raddoppio delle strutture che in città accolgono i rifugiati, e il conseguente incremento degli arrivi, ha portato con sé non poche polemiche.
Due le parti contrapposte: da un lato i titolari dell’hotel Ariminum ed Excelsior che, anche per far fronte alla crisi economica, hanno deciso di aprire le proprie porte all’accoglienza; dall’altro gli albergatori e gli amministratori spaventati dall’ipotesi che la presenza degli immigrati nelle zone più turistiche della città possa essere il colpo di grazia per il turismo. Un rischio che il consiglio comunale ha cercato di fronteggiare, nei mesi scorsi, con la decisione di aumentare la Tari per gli hotel che accolgano i profughi. Ma la preoccupazione non si è placata e così a Palazzo di città il dibattito è più vivo che mai, soprattutto all’indomani della pubblicazione del nuovo bando della Prefettura di Pescara, in scadenza al 19 agosto, per l’accoglienza di 300 profughi nel periodo tra il 1° settembre e il 31 dicembre.
Nei giorni scorsi il presidente della commissione Vigilanza Anthony Aliano ha incontrato il prefetto ed è prevista per domani una riunione alla presenza di operatori turistici e della cooperativa Eta Beta che gestisce l’accoglienza all'Excelsior. «Il calo di oltre il 30% di presenze negli hotel della riviera, anche condizionato dall'allarmismo sulla balneabilità, rischia di determinare una sequela di rese di operatori oramai stremati che potrebbero trovare rifugio nella mortificazione della propria struttura per pochi e rapidi denari», commenta Aliano, rivelando di aver proposto al prefetto di limitare il numero dei migranti in ogni struttura e di aver ricevuto risposta positiva, motivata da un’esigenza di ordine pubblico. «L’emergenza rischia però di far risultare vano ogni tentativo di voler regolamentare questa corsa sfrenata al business dei migranti costringendo il prefetto, come nell'ultimo bando, a dover retrocedere dalle auspicate premesse, rendendo la partecipazione libera». Aliano riferisce di aver evidenziato all'autorità anche le rimostranze dei residenti in merito al fatto che, a loro dire, donne e bambini subirebbero molestie e prevaricazioni.
Da qui la necessità di convocare una commissione congiunta in cui determinare «azioni drastiche», spiega, «di concerto con operatori di settore e Eta Beta: revoca della licenza, modifica della destinazione d'uso e tassa di scopo sono solo le prime misure che stiamo pensando di adottare per arginare il fenomeno a difesa del turismo. Nel contempo però chiederemo a tutti gli albergatori di non cadere nella trappola del business delle cooperative, assumendo con loro impegni precisi di reciprocità e rilancio del turismo».
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