In arrivo tre avvisi di garanzia Torna a casa il lavoratore ferito

14 Aprile 2023

TERAMO. L’inchiesta con i primi tre avvisi di garanzia in arrivo per specifiche figure dell’impresa esecutrice a scandire l’ennesimo procedimento giudiziario per un infortunio sul lavoro; i sogni...

TERAMO. L’inchiesta con i primi tre avvisi di garanzia in arrivo per specifiche figure dell’impresa esecutrice a scandire l’ennesimo procedimento giudiziario per un infortunio sul lavoro; i sogni spezzati di un giovane papà di 24 anni arrivato dal Senegal per una vita diversa a raccontare, più di ogni atto d’indagine, cosa significhi una tragedia sul lavoro. Perché ci vuole sempre un nome, una storia per capire cosa perdiamo, quale vuoto e qualche scia di dolore lasciano drammi come questi.
Nell’indagine della Procura teramana (pm titolare del fascicolo Enrica Medori) entrano i primi atti necessari per accertare quello che mercoledì pomeriggio è successo nel cantiere per la ristrutturazione post-sisma della chiesa di Sant’Agostino di Teramo, quando il 24enne Ibrahima Dramè, sposato e padre di due bimbi che vivono in Senegal, è morto dopo essere precipitato da un’altezza di dieci metri. Con un collega rimasto ferito, stava ultimando l’installazione dell’impalcatura. L’impresa esecutrice dei lavori è l’Alba Restauri di Fontanelle di Atri, mentre la committente è la curia teramana. I primi tre avvisi di garanzia in arrivo per omicidio colposo in questo momento rappresentano un atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia che molto probabilmente sarà eseguita la prossima settimana dal medico legale Giuseppe Sciarra.
Mercoledì sera, intanto, da Follonica, è arrivato anche un fratello della vittima, che da tempo lavora in Italia, a cui spetterà il triste rito del riconoscimento. Secondo una prima ricostruzione, tutta ancora da accertare, i due operai stavano ultimando l’installazione di una impalcatura di ferro e sembra che uno dei due fosse impegnato nel passaggio di alcuni pezzi all’altro. Inizialmente si era diffusa la voce che i due fossero all’interno di un cestello, di quelli che si utilizzano nei cantieri, ma questa ipotesi è stata smentita. Non si esclude che possa esserci stato un cedimento improvviso dell’impalcatura su cui gli operai si trovavano. L’altro lavoratore rimasto ferito è finito su una bancata che lo ha salvato. L’unica certezza, al momento messa nero su bianco dai carabinieri nei primi atti arrivati in Procura, è che la vittima non avesse l’imbracatura.
Per il resto bisognerà attendere l’esito degli accertamenti affidati dalla Procura ai carabinieri della compagnia di Teramo e a quelli del Nil, il nucleo per la tutela del lavoro che già nel pomeriggio di mercoledì hanno raccolto le testimonianze degli altri operai del cantiere di Sant’Agostino che ora è stato sequestrato. E nelle prossime ore sarà ascoltato, nella sua veste di persona informata sui fatti, anche l’operaio rimasto ferito, un 43enne di Atri che nella giornata di ieri è stato dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato .
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