In attesa di tampone, vogliono uscire Tensione al Centro di accoglienza

CITTA’ SANT’ANGELO. Attimi di tensione ieri mattina all'interno del centro di accoglienza di Città Sant’Angelo, quando alcuni dei 29 ospiti attualmente presenti hanno cercato di uscire a tutti i...
CITTA’ SANT’ANGELO. Attimi di tensione ieri mattina all'interno del centro di accoglienza di Città Sant’Angelo, quando alcuni dei 29 ospiti attualmente presenti hanno cercato di uscire a tutti i costi fuori della struttura che fa capo alla Asp 1 (Azienda pubblica di servizi alla persona) di Pescara.
A dare l’allarme sono stati alcuni commercianti del centro storico angolano: in base a quello che si apprende, nonostante le stringenti misure dettate dalla zona rossa e l’attesa di essere sottoposti ai canonici tamponi di controllo da parte del personale dell’azienda sanitaria locale, alcuni di loro, contravvenendo alle indicazioni fornite dal personale, hanno tentato ugualmente di uscire dal Centro che si articola tra corso Umberto e vico Corto, nel cuore del borgo. L’iniziativa ha innescato una sorta di protesta a cui, poi, anche altri si sono accodati. Il tutto è accaduto intorno a mezzogiorno e ha richiesto l'intervento delle forze dell’ordine per ripristinare la calma. Sul posto infatti è intervenuta sia una pattuglia dei vigili urbani, sia due dei carabinieri, per placare gli animi che nel frattempo erano diventati sempre più accesi. Unitamente agli uomini in divisa, anche il sindaco Matteo Perazzetti ha raggiunto la sede del Cas, che altro non è che un centro di assistenza territoriale gestito da un gruppo di persone, senza scopo di lucro, che ha come obiettivo quello di fornire ospitalità e assistenza a chi ne ha bisogno, con l'obiettivo di reinserirlo nella società. «C’è stato qualche momento di subbuglio, è vero, ma la situazione si è presto ricomposta grazie sia all’intervento del personale della struttura che a quello di vigili urbani e carabinieri», spiega il primo cittadino di Città Sant'Angelo. «Al di là di un po' di confusione», va avanti Perazzetti, «non si sono verificati incidenti, e nel giro di poco l'ordine è stato ripristinato».
L'intervento di agenti e militari è servito non solo per riportare la calma all’interno dei due appartamenti che ospitano gli extracomunitari, ma anche per tranquillizzare residenti e commercianti preoccupati da quanto stava accadendo. Anche per questo, il sindaco durante la giornata più volte è tornato sul posto, verificando come dopo quei dieci minuti di tensione tutto fosse tornato alla normalità. Tuttavia, per non correre ulteriori rischi, la struttura è rimasta sorvegliata per tutto il giorno dalle forze dell’ordine che, dopo l’intervento, sono rimaste a presidiare la zona, così da scongiurare eventuali altre situazione di tensione.

