In aula la protesta delle magliette

25 Settembre 2015

Il consiglio sull’inquinamento rischia di saltare ancora, scontro Forza Italia - Pd

PESCARA. «Le magliette? Le abbiamo lavate e stirate e sono pronte. L’igiene, si sa, è la prima cosa», avverte il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli. «Magliette offensive», replica il vicesindaco Pd Enzo Del Vecchio. Sarà un altro muro contro muro in consiglio comunale il 29 settembre prossimo, alle 16, quando, dopo la riunione farsa del 3 settembre scorso, si tornerà a parlare del caso del mare di Pescara inquinato. Il 3 settembre scorso, il consiglio è durato quasi 6 ore con il municipio invaso dai cittadini ma si è discusso solo delle magliette bianche indossate dall’opposizione con scritto in rosso «Alessandrini dimettiti». Secondo il presidente Pd del consiglio comunale Antonio Blasioli, quelle magliette sono «offensive» e non si possono mettere in aula. Ma l’opposizione si è rifiutata di toglierle e, per questo, il consiglio è finito in un vicolo cieco tra i cori di protesta dei pescaresi. Sarebbe stato il giorno delle spiegazioni del sindaco Pd Marco Alessandrini chiamato a ricostruzione cosa è accaduto il primo agosto scorso quando l’ordinanza di divieto di balneazione, a seguito di una rottura della fogna che il 28 luglio aveva provocato uno sversamento in mare di 30 mila metri cubi di liquami, è stata firmata ma mai diffusa. Se nessuno cederà, anche il 29 il consiglio si arenerà sulle magliette «offensive» e del mare balneabile a singhiozzo potrebbe non parlarne ancora nessuno.

«Ma certo che terremo quelle magliette», annuncia Antonelli, «non sono offensive e non violano alcuna norma. Blasioli ha commesso un abuso non facendo svolgere la seduta il 3. Per noi, il comportamente del sindaco è degno di censura e per questo meritevole della nostra richiesta di dimissioni: Alessandrini ha tenuto nascosta la verità ai cittadini e deve andarsene. È la nostra posizione politica». Il vice sindaco, considerata l’inchiesta in corso con i computer sequestrati in Comune, auspica un basso profilo e delle magliette proprio non vuole saperne: passi una protesta momentanea, fa capire, ma poi l’opposizione si deve cambiare. «È necessario tutelare il decoro dell’aula», dice Del Vecchio, «se il centrodestra continuerà a indossare quelle magliette offensive significa che quella parte politica non ha alcuna intenzione di discutere il tema. Noi, invece, siamo pronti. Ricordo che in passato le proteste sono durate poco».

Ma a rischio, adesso, non c’è solo il consiglio del 29: il giorno precedente, alle 9, ci sarà un altro consiglio dedicato ai conti del Comune con due variazioni di bilancio e la discussione del piano di riequilibrio finanziario. «Noi difendiamo un principio», dice Antonelli, «e cioè che i consiglieri hanno diritto di rappresentare posizioni politiche altro che offese e non vogliamo subire censure dal presidente». Vuol dire che la minoranza potrebbe indossare le magliette della discordia già il 28 e mettere a rischio la seduta. (p.l.)

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