In auto, al bar e anche sulla spiaggia Quando la mascherina è d’obbligo

Il governo chiarisce le regole su guidatore e passeggeri in macchina, rischio multe se non si è conviventi Dal parrucchiere imposta sia al lavoratore che al cliente. Al parco giochi deve indossarla il genitore
PESCARA. Qualcuno la porta appesa a un orecchio, quasi fosse un ornamento, e se ne vedono parecchie a penzolare dallo specchietto retrovisore delle auto, come un qualunque arbre magique. Le mascherine sono entrate nella vita quotidiana diventando una fastidiosa necessità. Ma quando sono davvero necessarie? Ecco una guida al loro utilizzo.
L’OBBLIGO. In base all’attuale normativa, le mascherine sono obbligatorie «sull’intero territorio nazionale nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza (anche in un parco giochi)».
BIMBI E DISABILI. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e i soggetti che interagiscono con loro.
QUALI USARE? In comunità possono essere utilizzate mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate, che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie. Non è utile indossare più mascherine chirurgiche sovrapposte.
COSÌ SUL LAVORO. L’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) ha indicato le misure di prevenzione da adottare nei luoghi di lavoro. È obbligatorio l’uso per chi è più esposto al virus: operatori sanitari; chi lavora in luoghi dove non è possibile rispettare il distanziamento sociale, come nelle fabbriche; chiunque svolga un’attività che prevede il contatto diretto con le persone: negozianti, parrucchieri, estetiste, ristoratori, commessi, albergatori e altri. Nello specifico, in alcuni esercizi, come dal parrucchiere e dal barbiere, la mascherina dovrà essere indossata sia dal negoziante che dal cliente.
QUANDO SI STA IN AUTO. Si possono portare a bordo anche persone con le quali non si convive, ma bisogna rispettare regole più rigide di quella generale secondo cui al chiuso (quindi anche su un veicolo) occorre indossare la mascherina. Infatti, occorre rinunciare a sfruttare tutti i posti che normalmente un’auto ha. Secondo l’ultima versione della Faq del governo sugli spostamenti in tempi di Covid-19, occorre prendere posto a bordo rispettando le stesse regole antiassembramento previste dall’allegato 15 al Dpcm del 17 maggio. Quindi occorre che: davanti sia seduto solo il guidatore; sulla fila posteriore possono sedersi due passeggeri al massimo, ammesso che la fila sia da tre posti e non da soli due (in pratica, il posto centrale va lasciato vuoto per distanziarsi). Se dietro c’è una sola persona, deve sedersi dal lato opposto a quello del guidatore, in modo da distanziarsene il più possibile. Dal punto di vista giuridico, sui mezzi di trasporto privati pare certamente sanzionabile (533 euro, riducibili a 373,34 pagando entro cinque giorni) solo la violazione dell’obbligo di portare la mascherina; non sembrano configurabili sanzioni per il mancato distanziamento, applicabili solo su mezzi pubblici perché l’allegato 15 al Dpcm del 17 maggio è stato esteso ai mezzi privati solo dalle Faq governative, che sono ufficiali ma non hanno pieno valore giuridico.
ANCHE PER UN CAFFÈ. Va indossata all’ingresso di un bar e tolta solo al momento di consumare.
RISTORANTE. I clienti dovranno indossare la mascherina tutte le volte che non sono seduti al tavolo. Per esempio per andare in bagno o alla cassa per pagare il conto. Al tavolo va tolta e, nel caso in cui non sia garantita la distanza minima di sicurezza o si è in compagnia di una persona non convivente, si può chiedere una barriera di protezione.
LA SPESA PROTETTA. L’ingresso è consentito solo indossando la mascherina e guanti monouso. Se ritenuto necessario, può essere misurata la temperatura corporea.
AL MARE. I clienti devono accedere alla concessione balneare muniti di dispositivi di protezione individuale. Vanno tolti quando si raggiunge l’ombrellone.
IN ALBERGO. Mascherine anche di comunità, per gli ospiti, negli spazi comuni, nonché per i lavoratori che operano in spazi condivisi o a contatto con il pubblico.
AL MERCATO. I clienti devono permanere nella zona mercatale il tempo minimo necessario per l’acquisto della merce e devono essere muniti di protezione delle vie respiratorie e guanti ed evitare assembramenti.
LO SHOPPING. Anche in questo caso l’ingresso è consentito solo indossando la mascherina.
IN VIAGGIO. Negli spazi di attesa di terminal bus o stazioni ferroviarie e sui mezzi pubblici va usata una adeguata protezione del naso e della bocca (mascherina chirurgica o mascherina di comunità). L’obbligo resta anche a bordo di treni o di bus.
MUSEI. I visitatori devono sempre indossare la mascherina.
AREE GIOCO BIMBI. La mascherina di protezione deve essere utilizzata da genitori, accompagnatori ed eventuale personale e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

