In biblioteca bagni sporchi e sedie rotte

26 Settembre 2017

Gli studenti denunciano il degrado della D’Annunzio: «Orari di apertura sempre più ridotti e manca anche il wi-fi» 

PESCARA. Ci si accomoda su antiche sedie squarciate per studiare o leggere un libro e si naviga col telefonino senza connessione wi fi ormai da circa otto mesi, anche se con ogni probabilità la linea sarà ripristinata entro la fine dell'anno. Le scale che conducono alle sale di lettura sono sporche e annerite. Gli orari di ingresso all'ex biblioteca provinciale Gabriele d'Annunzio, di via del Concilio, passata nel novembre 2016 sotto il controllo della Regione insieme alla biblioteca Di Giampaolo, sono sempre più stretti: fino al 30 settembre, dalle 8,30 alle 18, dal lunedì al giovedì; venerdì, dalle 8,30 alle 13,30; sabato e domenica chiuso. A fronte di orari più elastici nel passato e l'apertura nel fine settimana.
I libri non si possono scegliere dagli scaffali, perché sono raccolti e protetti nei sotterranei dei locali del palazzo della Provincia, a cui gli addetti ai lavori accedono attraverso una scala stretta su cui poggia una guaina di plastica scura consumata da milioni di passi. Ad ogni richiesta di un volume da parte dell'utente, i bibliotecari vanno su è giù lungo la rampa che conta 10 scalini. Il Centro è l'unico giornale a disposizione dei lettori. Il personale, quattro bibliotecari storici, più due di recente acquisizione provenienti dalla Soprintendenza per i beni librari, (ci sono stati alcuni pensionamenti negli ultimi mesi) sarebbe insufficiente per lo svolgimento della mole di lavoro quotidiano, che consiste nel monitorare in entrata e uscita 250mila volumi, (quest'anno la d'Annunzio può contare su 35mila euro di fondi per l'acquisto di volumi, o per creare un’eventuale biblioteca informatica per la consultazione dei testi da casa) molti dei quali di grande pregio, per un’utenza di circa 400 persone al giorno, tra cui pendolari provenienti dalla Val Pescara e dal Teatino, e 123 posti a sedere.
Un carico di lavoro enorme per i bibliotecari che, però, svolgono i loro compiti quotidiani con grande passione e abnegazione. Le toilette hanno i lavabi con la porcellana arrugginita, non c'è ombra di carta igienica, né di sapone. I muri sono scarabocchiati con parolacce non degne di un luogo dove si respira cultura . Negli uffici del personale le infiltrazioni d'acqua hanno costretto gli addetti a stendere alcuni documenti bagnati ad asciugare sui pioli di una scala.
Ambienti che dovrebbero essere accoglienti e che invece sono un tantino degradati, tanto da spingere un giovane pescarese, Edoardo Di Paolo, di 27 anni, studente universitario specializzato in Diritto internazionale, a denunciare le «difficili condizioni in cui versa l'ex biblioteca provinciale con carenza di locali idonei, orari di apertura in costante riduzione, deposito dei libri invisibili ai non addetti ai lavori, niente raccolta differenziata dei rifiuti e la paradossale assenza di Internet da ben 8 mesi». Per lo studente, che ha frequentato le università di Pisa, Cordoba, Cadiz e Utrecht, si tratta di una «situazione indecente, frutto del disinteresse decennale di istituzioni e cittadini verso il destino della cultura nel capoluogo adriatico».
«Pescara», osserva il giovane, «ha tanti pregi e punti di forza che se adeguatamente promossi potrebbero donarle un livello di qualità della vita raro in Europa e nel mondo». «Senza wi fi da quasi un anno siamo costretti ad usare i nostri telefonini e ci sono prese per ricaricare i cellulari», commentano Giulia Forte, pescarese, studentessa di ingegneria all'Aquila e Melissa Cavuto, di Tollo, «gli orari sono sempre più ridotti, il venerdì mezza giornata e il sabato la biblioteca è chiusa mentre all'Aquila sono aperte anche di domenica. Nei bagni non abbiamo mai trovato né sapone, né carta igienica».
Gabriele P. è un ex sassofonista che va in biblioteca per leggere libri e socializzare. Vorrebbe trovare «una caffetteria confortevole, ma qui c'è solo una macchinetta per le bevande, dice, «un tempo c'erano tanti giornali da leggere. Sarebbe auspicabile unire la d'Annunzio e la Di Giampaolo e trasferirle in locali più ampi e idonei». La voce che circola è quella di una fusione tra le due storiche biblioteche e il loro trasloco nella sede del museo Colonna. Che comunque ci sia una collaborazione tra le due strutture lo dimostra anche un cartello all'ingresso che specifica gli orari della biblioteca Di Giampaolo, sulla Tiburtina, aperta dal 4 settembre dalle 9,15 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19, dal lunedì al giovedì; il venerdì, dalle 9,15 alle 13,30 e il sabato chiuso.
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