In bici da Pescara a San Giovanni Rotondo

PESCARA. Anche quest’anno un nutrito gruppo di ciclisti ha effettuato il tradizionale “pellegrinaggio sulle due ruote” da Pescara a San Giovanni Rotondo (Foggia), che si ripete ormai dal 2000. Ad...
PESCARA. Anche quest’anno un nutrito gruppo di ciclisti ha effettuato il tradizionale “pellegrinaggio sulle due ruote” da Pescara a San Giovanni Rotondo (Foggia), che si ripete ormai dal 2000. Ad organizzarlo è Antonio Liberatore, già presidente della società ciclistica “Gruppo sportivo So.ge.t” che 15 anni fa ha subito un delicatissimo intervento chirugico. Quell’operazione gli ha salvato la vita e lui non ha mai dimenticato le parole pronunciate dal neurologo prima delle dimissioni dall’ospedale: «Qui ci ha messo le mani Padre Pio, perché a me sembrava impossibile che saresti riuscito a muovere tutti gli arti». Da allora, spiega proprio Liberatore, «ogni anno organizzo questo pellegrinaggio ciclistico da Pescara a San Giovanni Rotondo, 184 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno, come segno di devozione al Santo per quell’operazione delicata, miracolosamente ben riuscita».
Liberatore spiega che il ricovero avvenne «d’urgenza, dopo un’uscita in bicicletta». Fu così che scoprì all’improvviso di avere una «malattia degenerativa al rachide cervicale che mi avrebbe portato a vivere su una sedie a rotelle», dice. «Decisi di sottopormi subito all’intervento di decompressione e lamectomia delle vertebre cervicali e andò tutto bene, senza ripercussioni successive». A fianco a Liberatore, che ancora oggi sta bene, hanno partecipato al pellegrinaggio Dino Chiacchiaretta, Gabriele Costantini, Gabriele Sebastiani, Paolo Ciccotelli, Remo Mambella, Paride Liberatore, Fiorentino Santuccione, Sauro D'aviero, Carmine Surricchio, Marisa Fatone, Polisini Roberto, Vittorio Di Nisio, Andrea D'alberto, Ezio La Torre, Paolo Iezzi, Antonio Picci, Stefano Savini, Luca Tiberi, Giancarlo Giansante, con Dario Di Benigno e Enzo Di Marco sulle ammiragglie.
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