In bici sui laghi a Ferragosto

14 Agosto 2016

Da Campotosto a Scandarello e ritorno, 105 chilometri di bellezza

L'AQUILA. La bicicletta è libertà, che in Abruzzo porta a percorrere decine di chilometri soli o in gruppo attraversando paesaggi diversi, per esempio dall'entroterra alla costa teramana, o dalla città fino ai piedi del Sirente, o a coprire dislivelli di quasi 800 metri come da Fonte Cerreto a Campo Imperatore. In una cicloturistica c'è tutto: l'amicizia, la bellezza dei percorsi, la fatica, la sfida con se stessi e se ci metti il percorso giusto, il viaggio diventa perfetto. La nostra regione è pieno di percorsi molto belli che restano nascosti a un passaggio in macchina e che, invece, si scoprono allo sguardo se vengono percorsi in bici. Come quello, proponibile d'estate in bici da corsa, che congiunge i laghi di Campotosto, nell'Aquilano, e di Scandarello, a pochi chilometri da Amatrice, in provincia di Rieti.

Partenza ipotetica dalla località Cermone, a nord-ovest della città, su quella Statale 80 che attraversando la frazione di Arischia in direzione Capannelle, viene definita “la strada maestra” perché prima della costruzione dell'autostrada era il principale collegamento alla costa. Lasciata la frazione di Arischia comincia la salita delle Capannelle, dalla pendenza costante intorno al 6% (attenzione alle auto e soprattutto ai centauri). Svalicando il Passo delle Capannelle a 1.300 metri, la prima salita è ormai alle spalle. Foto di rituale sotto al cartello del Passo, sullo sfondo spicca la centrale dell'Enel di epoca fascista. Qui comincia la prima importante discesa: via con l'adrenalina per 4 chilometri in direzione Teramo sino al bivio, a sinistra, per Campotosto, verso cui si prosegue con una leggera salita di 8 chilometri per arrivare sotto l'imponente diga. Il vero brivido arriva quando si svalica la salita e si scopre, sulla sinistra, il blu del lago tutt'uno con il verde della vegetazione che lo circonda. Si prosegue in direzione Campotosto. Il lago ha tre dighe e il percorso scelto permette di attraversare anche quella sul Rio Fucino e quella di Poggio Cancelli. Lo scenario che si apre agli occhi del ciclista è quello in cui si alternano il lago, il bosco, i campi, frequentatissimo da camperisti e windserfisti. Si prende la discesa ombreggiata in direzione Poggio Cancelli, da cui si arriva a un bivio che a destra porta ad Amatrice.

La strada è un'alternanza tra pianura e discesa, fino a svalicare entrando in una pineta da cui si scende per 14 chilometri prima di Amatrice. E' qui che lo sguardo si allarga sulla valle, un paesaggio unico con la catena verdeggiante dei Monti della Laga sulla destra, da cui ogni tanto spunta un casolare stile Irlanda. Siamo nel territorio laziale, dove si respira ancora Abruzzo: Amatrice è stata provincia dell'Aquila sino al Fascismo. Nel centro storico della cittadina la foto è d'obbligo davanti all'antica porta della cinta muraria. Lasciata Amatrice si comincia a scendere per 5-6 chilometri, si arriva al bivio sulla vecchia Salaria e a sinistra si risale per arrivare al Lago di Scandarello.

All'arrivo c'è un piccolo camminamento intorno al lago che permette una sosta. C'è ancora da pedalare per il ritorno. Riprende la salita, si superano diversi centri abitati con salita non impegnativa, case sparse e casolari nella campagna, fino ad arrivare a dover attraversare un tratto sulla Salaria, con cautela, per prendere poi il bivio che a destra indica Scai e Montereale, quindi si prosegue a sinistra verso Scai, frazione di Amatrice, per 8 chilometri: è la strada che segna il confine tra Lazio e Abruzzo, dall'asfalto però non integro.

Poi si prosegue per tratti di salite mai davvero impegnative e discese fino a tornare a Montereale: il centro storico, con i suoi tratti di mura e del vecchio borgo, spunta dall'alto. Dopo Piedicolle si svolta a destra riprendendo per L'Aquila. Si prosegue una strada pianeggiante in direzione Cagnano. Si attraversa San Pelino e qui si può decidere di imboccare la vecchia (e più paesaggistica) strada per Barete e Pizzoli, o la superstrada che riporta al punto di partenza. Il tutto, per 105 chilometri di pura bellezza.