In burocrazia siamo la maglia nera d’Europa

22 Luglio 2019

L’Italia al 23° posto dei 28 Paesi dell’Unione. Tra le regioni peggio dell’Abruzzo solo la Calabria e due aree della Bulgaria. Il Trentino è il territorio più virtuoso

PESCARA. La pubblica amministrazione abruzzese maglia nera in Europa. E anche l’Italia complessivamente non brilla, piazzandosi al 23° posto nella classifica dei 28 Paesi dell’Unione. L’Abruzzo, addirittura, nella graduatoria delle 192 regioni europee è al 189° posto. Dopo di noi solo la Calabria (190°), e due territori della Bulgaria: Yugoiztochen (191° posto) e Severozapaden (192°). Ai primi tre posti, invece, neanche a dirlo, ci sono tre regioni del Nord Europa: Aland e Helsinki (Finlandia), e Midtylland (Danimarca). A stilare il report, ripreso, approfondito e commentato dalla Cgia di Mestre, è stata proprio la Commissione europea. Un risultato che ci relega nelle ultime posizioni della graduatoria generale: solo l’Ungheria, la Croazia, la Grecia, la Romania e la Bulgaria, a livello di nazioni, registrano delle performance inferiori a quelle italiane.
SBAGLIATO GENERALIZZARE. «Sebbene sia sempre sbagliato generalizzare», commenta il segretario della Cgia, Renato Mason, «anche alla luce del fatto che in Italia possiamo contare su delle punte di eccellenza nella sanità, nella ricerca e tra le forze dell’ordine che non hanno eguali nel resto d’Europa, il livello medio della nostra Amministrazione pubblica è ancora insoddisfacente. Soprattutto al Sud, dove i livelli di qualità e di imparzialità sono insufficienti, mentre la corruzione è avvertita come un fenomeno molto diffuso e assai difficile da contenere».
IL PESO SULLE AZIENDE. «In controtendenza rispetto agli ultimi anni», osservano dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, «la burocrazia statale ha ripreso ad allungare i suoi tentacoli. Ammonta a poco più di 36 milioni di euro il costo aggiuntivo di cui le Pmi italiane dovranno farsi carico quest’anno per espletare le nuove procedure richieste. Seppur modesto e ancora parziale, si tratta di un importo che va ad incrementare gli storici 31 miliardi che, secondo le stime della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentano i costi amministrativi gravanti ogni anno sulle Pmi italiane». Eppure, sottolinea il coordinatore del centro studi, Paolo Zabeo, tutti i politici si dichiarano favorevoli ad alleggerire il peso degli oneri amministrativi sulle Pmi. «Questi dati», aggiunge Zabeo, «dimostrano che gli aggravi di costo, invece, sono in aumento, per stessa ammissione dei ministeri. La burocrazia statale, in buona sostanza, non indietreggia, anzi torna ad avanzare, contribuendo a diffondere le inefficienze e le storture del nostro sistema pubblico che, lo ricordiamo, presenta livelli medi di qualità tra i peggiori d’Europa».
I MIGLIORI TRA GLI ULTIMI. Tra le 192 regioni monitorate nell’indagine della Commissione europea, la realtà territoriale italiana che registra il risultato migliore è il Trentino Alto Adige che si colloca al 118° posto. Seguono al 127° l’Emilia Romagna, al 128° il Veneto e al 131° la Lombardia. Anche la Basilicata (183° posto) e la Campania (186°), che pure sono in bassa classifica hanno riportato un risultato migliore rispetto all’Abruzzo.
L’ANALISI. «Come ha avuto modo di sottolineare anche l’Ocse», conclude il report della Cgia, «la produttività media del lavoro delle imprese è più elevata nei territori dove l’Amministrazione pubblica è più efficiente. Diversamente, dove l’efficienza della Pa è più bassa, le performance di quest’ultima condizionano negativamente la produttività del settore privato».