In carcere 5 positivi, tamponi a tutti

Il sindacalista Luciani: «Struttura sovraffollata e pochi spazi, c’è apprensione»
PESCARA. «Almeno tre detenuti e due poliziotti penitenziari sono positivi al Covid 19, e sono tutti vaccinati, con la seconda dose somministrata». Lo segnala il segretario regionale del Sinappe, Alessandro Luciani, parlando dell’apprensione che si sta diffondendo tra il personale mentre «i tre detenuti sono stati isolati e i due colleghi sono stati sottoposti a quarantena». Dopo questi casi «il personale di polizia penitenziaria è stato chiamato a sottoporsi a tampone molecolare, per controllare attraverso la Asl che non vi siano altri positivi» tra gli agenti e oggi si conosceranno i risultati. Ma l’allarme era scattato già la scorsa settimana, quando «è stata chiusa la mensa del personale del carcere dopo che una dipendente della ditta appaltatrice è risultata positiva». La preoccupazione cresce, quindi, visto che «il carcere è sovraffollato e gli spazi sono ridotti», dice sempre Luciani. Proprio il Sinappe ha lanciato un appello a livello nazionale, attraverso la segreteria generale, perché per entrare in carcere «non è richiesto né il Green pass né il super Green pass e i familiari dei detenuti non hanno l’obbligo di esibire la certificazione verde, pur accedendo ai colloqui in sale al chiuso, così come i difensori. Non c’è neppure l’obbligo di indossare mascherine di categoria superiore a quella chirurgica». Insomma è una «zona franca». Per questo il sindacato ha chiesto di assumere «decisioni coraggiose per arginare il Covid». «Occorrerebbe effettuare continui screening e rafforzare la prevenzione», suggerisce Giuseppe Merola, coordinatore Regionale Fp Cgil Abruzzo Molise/Comparto Funzioni Centrali (Ministeri e Sicurezza). «Nonostante la profilassi vaccinale, le carceri meritano una continua attenzione, anche alla luce dei casi che si stanno registrando» e che in Abruzzo riguardano 4 detenuti e sette lavoratori. (f.bu.)

