In carcere per la rapina all’Ortofrutticolo

Jhonny Di Pietrantonio deve scontare 3 anni. Era già stato arrestato per l’assalto a una gioielleria
PESCARA. È finito di nuovo in carcere Jhonny Di Pietrantonio, il 25enne di Rancitelli che negli anni scorsi è stato arrestato più volte, anche per la rapina alla gioielleria Officine Complicato di piazza Salotto, fruttata 118mila euro in orologi di pregio.
Il giovane deve scontare tre anni e quattro mesi di reclusione per una rapina commessa il 3 aprile del 2015 ai danni di un commerciante, al mercato ortofrutticolo di Villanova di Cepagatti, mentre la vittima stava andando in banca a versare il denaro. L’uomo fu raggiunto alle spalle e colpito alla tempia con il calcio di una pistola. Bottino: 39mila euro. I due responsabili si dileguarono subito e dopo l’assalto furono i carabinieri del Nucleo investigativo a risalire a uno degli autori della rapina, grazie alle impronte trovate sul furgone della vittima e analizzate dai militari del Ris. Per Di Pietrantonio scattò l’arresto. Ora che la condanna è diventata definitiva, è stata la polizia, con il personale della squadra mobile, diretta per l’occasione da Mauro Sablone, a condurre Di Pietrantonio in carcere.
Il giovane è accusato di aver messo a segno anche un altro colpo, quello alla gioielleria di piazza Salotto (il 27 dicembre 2018), in compagnia di tre persone che, in un solo minuto, hanno portato via orologi di valore dal negozio situato in pieno centro per poi fuggire con due moto, incendiate all’ex Fea, sul lungomare. Per quell’assalto coi fucili Di Pietrantonio è stato arrestato dalla squadra mobile ad aprile 2019, insieme a Kevin Cellini, con il quale, per la polizia, stava programmando un’altra rapina ai danni di un rappresentante orafo. Il giovane di Rancitelli è finito nei guai, a febbraio del 2019, anche per l’aggressione alla troupe di Rai 2 di Daniele Piervincenzi negli spazi del “ferro di cavallo”, uno degli edifici popolari di Rancitelli, dove si stava confezionando un servizio giornalistico sullo spaccio nella periferia pescarese.
Poi, più di recente, durante la pandemia, la violazione dei domiciliari: nonostante fosse agli arresti, ha ospitato a casa amici e parenti per una festa.
(f.bu.)

