In casa con i secchi a terra per contenere la pioggia

La vita d’inferno in un appartamento popolare di via Caduti per servizio Acqua e calcinacci cadono sui letti di una coppia e dei loro tre figli piccoli
PESCARA. Sul verbale del primo sopralluogo dei vigili del fuoco si parla di «stillicidio di acqua piovana» e s’invita l’Ater, proprietaria del monolocale al primo piano in via Caduti per servizio 45, a effettuare «interventi di ripristino, risanamento e consolidamento delle strutture».
La seconda verifica dei pompieri, il 24 marzo scorso, due settimane dopo, evidenzia aspetti ancora più gravi e sollecita l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica «a effettuare i necessari lavori per la messa in sicurezza dell’appartamento e il ripristino delle idonee condizioni sanitarie». Nella stanzetta di 47 metri quadri in via Caduti per servizio, a Fontanelle, ci abitano in cinque: tre bimbi in età scolare, il più grande ha soli quattro anni, un anziano di 70 anni invalido al cento per cento, Samanta Filippone, una mamma di 26 anni e suo marito. Dal 2010, come racconta la donna assegnataria della casa popolare, a ogni temporale l’acqua viene giù dal soffitto.
Piove sui lettini dei piccoli e su quelli dei loro genitori. Le infiltrazioni nel quadro elettrico hanno convinto la famiglia a traslocare momentaneamente dai suoceri, ma non è una situazione che può reggere a lungo. «Vorrei solo una casa più grande dove far crescere dignitosamente i miei figli», racconta Samanta Filippone, da due anni assegnataria dell’alloggio a tutti gli effetti, «c’è muffa dappertutto e durante la notte ci cadono i calcinacci in testa. Ho chiesto decine di volte all’Ater di farci i lavori, ma mi rispondono che non hanno i soldi. In più, mi hanno detto che non possono darci una casa più grande e che bisogna rispettare la graduatoria per la mobilità. Ma in queste condizioni non possiamo più vivere».
Le mille difficoltà quotidiane e i rifiuti dei vertici dell’Ater non hanno fatto perdere la tenacia alla giovane mamma: «Mio figlio piccolo soffre di bronchite asmatica da quando è nato. La bimba, invece, ha una discrasia alle gambe. Non si contano più le segnalazioni che ho fatto all’Ater e ai vigili del fuoco. Mi hanno detto che le case sono fatte male e con questa scusa non vengono nemmeno ad aggiustare. A me basterebbe avere anche una stanza in più perché i bimbi cominciano a diventare grandi e così è un macello». Da giorni, i secchi dove raccogliere l’acqua piovana che viene giù dal soffitto sono disseminati nel monolocale, tra i letti aperti e i giochi dei bambini. Il primo sopralluogo dei vigili del fuoco, il 7 marzo scorso, ha messo in evidenza «lo stillicidio di acqua piovana proveniente dall’appartamento sovrastante». I pompieri suggeriscono per iscritto di predisporre una verifica da parte di un tecnico qualificato o di un’impresa specializzata «al fine di stabilire opportuni interventi di ripristino e risanamento nonché di consolidamento delle strutture interessate» e, a scopo precauzionale, una verifica degli impianti elettrici «a tutela dell’incolumità delle persone e salvaguardia dei beni». Un quadro confermato anche con il secondo sopralluogo del 24 marzo. «Pago regolarmente l’affitto», aggiunge Samanta, «due mesi fa ho rimesso le porte a mie spese, ma si sono già gonfiate e rovinate a causa dell’acqua. La domanda di mobilità l’ho fatta, ma in attesa di una risposta non so più dove far dormire i miei figli perché da mia suocera non possiamo più stare».
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