In centinaia per l’addio al magistrato Amicarelli

19 Novembre 2019

Colleghi, avvocati e politici, ma anche tanti cittadini, hanno reso omaggio al procuratore ricordato dall’arcivescovo Valentinetti come «un uomo giusto»

PESCARA. Volti tirati, occhiali scuri, silenzio, lacrime e commozione. Un bisbiglio all’orecchio di un amico, o di un collega, poco altro. Così, una folla composta e silenziosa, ha voluto dare l’ultimo saluto al magistrato Bruno Paolo Amicarelli, uomo di legge ma soprattutto uomo giusto e buono, nella chiesa di Cristo Re, ai Gesuiti, a due passi da casa sua. A ricordarlo in questo modo è stata la stragrande maggioranza dei presenti, avvocati, notai, politici, magistrati e medici, persone che in un modo o nell’altro hanno intrecciato il loro percorso con quello del giudice originario di San Buono, nel Vastese, rimanendo colpite dalla persona, ancor prima che dal professionista.
Amicarelli si è spento domenica, a 85 anni, all’ospedale di Pescara dov’era ricoverato da poco più di una settimana, per un repentino peggioramento delle sue condizioni fisiche. La notizia della sua scomparsa si è diffusa a macchia d’olio, tanto che ieri pomeriggio c’erano oltre 300 perone dentro e fuori la chiesa, troppo piccola per contenere l’affetto di amici e parenti. La bara è arrivata all’ingresso poco prima delle 15, facendosi largo tra i tanti che vi si avvicinavano per un ultimo gesto d’affetto. Davanti a tutti i figli Peppe, Alessandra e Mario, insieme ai nipoti Giulia, Vittoria, Flavia, Chiara, Guido e Bruno Paolo, che con il nonno ha in comune non solo il nome ma anche l’amore per la professione. Ed è stato proprio Bruno Paolo ad aprire la celebrazione, salvo poi lasciare l’incombenza a monsignor Tommaso Valentinetti.
«È morto un uomo giusto, una persona che ha sposato e ha vissuto il servizio della giustizia», ha detto il vescovo nel suo esordio, davanti alla folta platea. Tra i tanti presenti, c’era l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il presidente del tribunale di Pescara Angelo Bozza, Fabrizia Francabandera, presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Pietro Mennini, procuratore generale, l’ex procuratore Nicola Trifuoggi, il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, il procuratore di Vasto Giampiero Di Florio, quello di Lanciano Mirvana Di Serio, e di Sulmona, Giuseppe Bellelli, Giovanni Di Bartolomeo, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pescara, il suo predecessore Donato Di Campli, i magistrati aquilani Giuseppe Iannaccone e Ciro Riviezzo, il capo gabinetto del Comune di Pescara Guido Dezio, l’ex questore Paolo Passamonti, l’ex direttore della Asl di Pescara Armando Mancini con la moglie Erminia Amicarelli, notaio e nipote del giudice, l’ex senatrice Federica Chiavaroli e molti altri avvocati, magistrati e professionisti. Durante l’omelia, monsignor Valentinetti ha raccontato alcuni aneddoti, tra cui la volta in cui il giudice Amicarelli gli chiese se si potesse istituire anche nelle aule di tribunale un luogo per concedere al giudice qualche attimo di raccoglimento. Oppure l'impegno come collaboratore nella diocesi, onorato e portato avanti fino alla fine, nonostante gli acciacchi dell’età. A celebrare con il vescovo anche don Cesare Campagnoli, Maurizio Buzzelli, Vincenzo Tritto e Giuseppe Natali, che al termine ha voluto esprime il cordoglio del Rotary di cui Amicarelli faceva parte. A fine celebrazione, l’abbraccio dei presenti ai familiari, rimasti a lungo fuori dalla chiesa per raccogliere l’affetto, commosso, di tutti. Quindi, il viaggio verso il cimitero di San Buono.
©RIPRODUZIONE RISERVATA