In centro storico c’è più movimento «Ma servono idee per attirare clienti»

7 Marzo 2022

PESCARA. Il fine settimana, il sabato sera in particolare, è andato un po’ meglio nel centro storico. Pieni soprattutto i ristoranti e le pizzerie. «Io personalmente», fa presente Antonio Diodati di...

PESCARA. Il fine settimana, il sabato sera in particolare, è andato un po’ meglio nel centro storico. Pieni soprattutto i ristoranti e le pizzerie. «Io personalmente», fa presente Antonio Diodati di Vecchia Pescara, «non ho avuto problemi. La gente c’era e ho lavorato come sempre. C’è comunque da dire che alle 23.30-24 chiudo».
Per Pietro Kus, referente per Confartigianato di Pescara vecchia, si registra ultimamente un po’ più movimento rispetto a piazza Muzii, ma anche in questa zona i problemi non mancano. «In generale», spiega, «tutte le attività fanno fatica. Due settimane fa, c’è stato il deserto. Nell’ultimo weekend invece si è lavoricchiato, ma poca roba, se si fa il raffronto con i vecchi tempi. Penso che non sia solo questione di orari, ma di certe politiche che hanno allontanato le persone. Le amministrazioni comunali devono prendere coscienza che bisogna investire sulle idee e strategie per riportare le persone a Pescara. Prima venivano in città dai centri limitrofi. Eravamo la Rimini del sud, ora vanno altrove. Sino a qualche tempo fa, i giovani trascorrevano la prima parte della serata in centro e poi venivano a Pescara Vecchia. Adesso sono deserte tutte e due. Bisogna comprendere anche che penalizzando un settore poi si danneggia tutto il terziario. E poi», aggiunge, «c’è un’altra questione. La gente, a causa della pandemia, è stata ferma, per parecchio tempo. Ora deve riabituarsi alla normalità. A ripartire, ripartiremo. Ma la questione è: quando?».
Anche per Stefania Di Blasio ultimamente c’è un po’ più movimento a Pescara Vecchia rispetto al centro, ma sottolinea «sono cicli e ricicli a cui abbiamo sempre assistito». «Io comunque ritengo che le persone in generale stiano risentendo del periodo particolare che stiamo vivendo, dal Covid alla guerra. C’è paura e questo tocca tutti. Una cosa che sento ultimamente e che mi dà fastidio», sottolinea, «è sentir dire che il centro cittadino è stato riqualificato e rivitalizzato da certe attività e che anche le case adesso valgono di più. Io che sono nata e cresciuta in centro devo invece dire che per anni in quelle zone c’erano negozi che davano lustro alla città, c’era tutta bella gente. Chi lavora lì, potrebbe prendere spunto dai locali storici che c’erano. Piuttosto noi del centro storico quando abbiamo aperto le attività ci siamo trovati davanti una zona degradata e pian piano abbiamo cercato di darle una immagine diversa, migliore. In ogni modo, ribadisco, questo preciso momento storico è difficile per tutti quanti».
(a.d.f.)