In città oltre 800 podisti «Nessun assembramento»

Gli organizzatori: controllo della febbre e partenza a blocchi da 50 in sicurezza Telefonata di verifica del ministro Spadafora. Di Cecco: «Non siamo incoscienti»
PESCARA. Autocertificazione da consegnare prima della gara, misurazione della temperatura all’ingresso dell’area riservata, partenze a blocchi di cinquanta e atleti distanziati tra loro di un metro. Sono queste alcune delle misure di sicurezza adottate ieri durante la ventesima edizione della “Maratona D’Annunziana”, disputata in centro a Pescara in tempi di Covid, con la curva dei contagi che sta pericolosamente schizzando verso l’alto.
Come hanno raccontato gli organizzatori della Asd Vini Fantini, anche il ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha voluto accertarsi con una telefonata al presidente della Uisp Abruzzo-Molise Alberto Carulli dei protocolli di sicurezza applicati in una delle pochissime manifestazioni svolte in Italia in questo periodo di emergenza sanitaria. La tradizionale competizione podistica pescarese, nei giorni scorsi, ha ricevuto il parere favorevole del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblico convocato in prefettura, al quale hanno partecipato anche il questore Francesco Misiti, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e il sindaco Carlo Masci. Invece non si è disputata, per una scelta degli organizzatori, la Passeggiata dannunziana.
In ogni caso, ieri mattina, non c’era il pubblico delle grandi occasioni ad assistere alla manifestazione, complice anche la decisione di aver spalmato gli appuntamenti su due giornate anziché nella sola domenica. Ma i curiosi accalcati alle transenne fin dalle 9, all’orario di partenza dei 300 atleti della maratona, indossavano tutti la mascherina. E lo stesso è avvenuto un’ora dopo, quando si sono posizionati al via i 550 sportivi della mezza maratona. Per l’intera mattinata a piazza Salotto, all’angolo con via Nicola Fabrizi e dintorni, il flusso di spettatori è stato sempre regolato anche grazie al dispiegamento delle forze dell’ordine e dell’amministrazione (sul palco sono saliti anche il sindaco e gli assessori Patrizia Martelli e Alfredo Cremonese) che, come si apprende, non hanno rilevato alcun problema di assembramenti degli atleti né in fase di partenza né all’arrivo.
«Siamo consapevoli del periodo storico, ma non incoscienti», sottolinea Alberico Di Cecco, organizzatore e referente nazionale Uisp per le maratone e le ultra maratone, «le misure di sicurezza che abbiamo applicato, sulla scorta delle linee guida anti contagio emanate dalla Uisp regionale e nazionale, hanno funzionato perfettamente. Eravamo certi che la maratona andasse bene, perché abbiamo iniziato a prepararla nei minimi dettagli fin dalla prima gara di agosto, la notturna pennese, limitata a 50 persone totali che partivano uno alla volta. Abbiamo fatto le prove tutti i week-end fino ad arrivare alla gara di oggi (ieri per chi legge ndr). Se avessimo avuto qualche dubbio non si sarebbe disputata». L’obiettivo, come ci tiene a sottolineare Di Cecco, è di «portare una ventata di vita in questo sport che era ormai fermo da marzo».
Tra le misure di sicurezza c’è l’autocertificazione presentata da tutti gli atleti, che hanno dichiarato di non essere malati di Covid, sottoposti a quarantena o aver avuto contatti con persone positive, la misurazione della temperatura prima della gara (nessuno è stato trovato con la febbre dall’organizzazione) e le partenze scaglionate. Inoltre, invece delle medaglie messe al collo dei vincitori, i riconoscimenti sono stati consegnati in una busta chiusa.
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