In coma dopo i pugni Migliora il ristoratore

1 Novembre 2019

Primi segnali di ripresa per Antonio Cicalini, da una settimana in Rianimazione Il fratello Giuseppe: «Ha accennato un sorriso. Continuiamo a pregare, ce la farà»

FRANCAVILLA AL MARE. «Mio fratello ha aperto gli occhi e ha lasciato intravedere qualche segno di ripresa».
Dopo una settimana di paura, arrivano le prime notizie incoraggianti su Antonio Cicalini, il ristoratore 64enne aggredito da un pugile venerdì scorso a Francavilla, dopo una lite al semaforo scoppiata per un precedente sorpasso. A dare la notizia è il fratello Giuseppe, con la voce che quasi trema per l'emozione: «Oggi (ieri ndc) per la prima volta ha manifestato qualche segno di ripresa. Ha aperto gli occhi e mentre io, la moglie e i figli lo chiamavamo lui ci ha fatto capire che ci sentiva. Provava a seguirci con lo sguardo, anche se a fatica». Quindi prosegue: «Spesso andiamo a Cuba in vacanza, allora gli ho detto “sbrigati che appena ti rimetti dobbiamo tornare a Cuba”. Lui mi ha guardato e ha accennato un piccolo sorriso». Giuseppe è commosso: dallo scoro venerdì il fratello era in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara. Nei giorni scorsi i medici avevano provato più volte a ridurre i farmaci per stimolarlo, ma non c’erano state risposte significative da parte sua. Ieri invece qualcosa è cambiata: «Continuiamo a pregare affinché possa farcela a superare questo momento così duro», continua il fratello. «In questi giorni più volte gli ho detto all’orecchio che deve continuare a combattere senza arrendersi. Noi dobbiamo fare lo stesso insieme a lui, perché sono convinto che alla fine ce la farà».
Un augurio che tutti si fanno, mentre i medici continuano a non sbilanciarsi e la prognosi resta riservata. Ma i segnali di ripresa aiutano, sono come una medicina non solo per lui ma anche per chi soffre per lui. Anche per questo, per provare ad affrontare meglio il periodo difficile, Giuseppe ha chiesto ai nipoti di aprire lo stesso il ristorante “Da Antonio” a Michetti: «È quello che vorrebbe mio fratello ed è giusto farlo. Vogliamo fargli trovare una situazione di normalità al suo ritorno». Intanto proseguono le indagini da parte degli inquirenti, che continuano a cercare elementi e testimonianze per poter ricostruire esattamente la dinamica dei fatti.
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