In corsa 428 candidati suddivisi in quindici liste per 31 posti in consiglio

9 Febbraio 2019

Chi vincerà si assicura 17 seggi compreso quello del presidente della Regione Saranno esclusi gli schieramenti sotto lo sbarramento del 2 o del 4 per cento

PESCARA . Un esercito di 428 candidati consiglieri, distribuiti in 15 liste, e a sostegno di 4 aspiranti presidenti della Regione. Sono i numeri di queste elezioni d’inverno, attraverso le quali gli abruzzesi, domani, decideranno chi dovrà governare l’Abruzzo per i prossimi cinque anni. Quattro, si diceva i candidati alla presidenza, secondo l’ordine di sorteggio riportato sulla scheda che sarà consegnata agli elettori per l’espressione di voto: Sara Marcozzi, scelta dal Movimento Cinque Stelle, con una lista per ognuna delle quattro circoscrizioni elettorali abruzzesi, e 29 candidati consiglieri; Marco Marsilio, a capo della coalizione di centrodestra, sostenuto da cinque liste e 145 aspiranti consiglieri regionali; Stefano Flajani, candidato presidente di Casapound (22 candidati consiglieri); Giovanni Legnini, a capo di un’ampia coalizione civica, popolare e progressista formata da 8 liste nelle quali confluiscono 232 candidati consiglieri.
PER CHI SI VOTA. Domani gli abruzzesi si recheranno ai seggi per scegliere il presidente della Regione e 29 consiglieri. I seggi in consiglio regionale, tuttavia, sono 31: ai 29 consiglieri, infatti, si aggiungono di diritto il presidente eletto e il candidato presidente che si classifica secondo. I 29 seggi spettanti ai consiglieri vengono assegnati con criterio proporzionale, ferma restando la clausola di sbarramento e l'eventuale premio di maggioranza.
I SEGGI E IL METODO D’HONDT. Il numero di seggi è attribuito in base alla cosiddetta “Formula D’Hondt”, un metodo matematico che utilizza il sistema proporzionale. In pratica, si dividono i voti per una serie di coefficienti dopo aver escluso le liste che non hanno superato la soglia di sbarramento che è del 4%. A fare il calcolo è l’ufficio centrale regionale, che quindi stabilisce con rigore matematico quanti seggi spettano a ogni lista.
PREMIO DI MAGGIORANZA. Per garantire la governabilità, la legge prevede che al presidente eletto venga attribuito un premio di maggioranza, fino a ottenere un numero di seggi pari almeno a 17 ma non superiore a 19, (il 55 per cento dei seggi totali).
LA MINORANZA SI CONSOLA. «Il sistema», spiega il Servizio studi del Senato, che ha dedicato una guida alle elezioni abruzzesi a cura di Luigi Fucito con la collaborazione di Simone Bonanni, «prevede altresì una tutela delle minoranze nel caso in cui, dall'applicazione del solo criterio proporzionale con clausola di sbarramento, alla coalizione di maggioranza spetti un numero di seggi superiore a 19. In quel caso, i seggi eccedenti vengono ad essa sottratti e attribuiti ai gruppi di liste concorrenti».
LO SBARRAMENTO. Non sono ammesse al riparto dei seggi le liste che in ambito regionale abbiano conquistato meno del 4% dei voti validi. La percentuale scende al 2% se la lista è collegata a una coalizione che ha superato il 4%.
CANDIDATI E CIRCOSCRIZIONI. Il numero dei candidati in ciascuna circoscrizione (per ogni lista), non può essere superiore al numero dei seggi assegnati alla circoscrizione stessa, e non inferiore a un terzo di tale numero. In Abruzzo esistono 4 circoscrizioni, che coincidono con le province. La circoscrizione con il numero più alto di seggi è Chieti (8). Tutte le altre ne hanno 7 ciascuna.
EQUILIBRIO DI GENERE. Le liste dei candidati devono essere composte in modo che nessuno dei due generi possa essere rappresentato in misura superiore al 60%. Una previsione che nasce dalla volontà di garantire l’equilibrio di genere in politica. Nel caso di espressione di due preferenze nella stessa lista, dovranno obbligatoriamente riguardare candidati di sesso diverso. Altrimenti, la seconda preferenza sarà considerata nulla. È la prima volta che in Regione si vota con questo meccanismo.