In crescita la violenza sulle donne «Ma adesso è possibile dire basta»

25 Novembre 2023

In un anno il centro Ananke registra 325 contatti: si abbassa sempre di più l’età delle vittime Una su tre ha tra 40 e 49 anni ma spuntano anche diciottenni, il maltrattante è spesso il partner

PESCARA . Sono 325 le nuove donne che hanno contattato, dal 1° novembre 2022 al 31 ottobre scorso, il centro antiviolenza Ananke di Pescara, registrando un incremento del 4% rispetto allo scorso anno. Settanta, invece, le chiamate arrivate dai diversi nodi della rete antiviolenza territoriale e da altri centri. Le donne accolte sono state 197 e 153 quelle che hanno cominciato il percorso che può aiutarle a superare quanto subito. Nel 78% dei casi si tratta di donne italiane. I dati sono stati diffusi dal centro Ananke, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che si celebra oggi. Il report è stato illustrato ieri mattina, all’Aurum, nel corso di un incontro indetto dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Pescara. La conferenza si inserisce nell’ambito della rassegna “365 giorni no alla violenza sulle donne” promossa dal Comune, dalle scuole e da altre realtà impegnate in questo campo. Protagonisti dell’incontro 500 studenti delle scuole superiori, che hanno anche seguito dei laboratori per approfondire meglio le tematiche affrontate.
L’omicidio di Giulia Cecchettin dell’11 novembre scorso ha acceso ancora di più i riflettori sulla violenza contro le donne da parte di partner o ex partner, «aumentando anche la consapevolezza», ha precisato Daniela Puglisi, dell’Ufficio scolastico regionale. Dal report di Ananke emerge, inoltre, che il 29% delle donne che subiscono violenza ha tra 40 e 49 anni (29% dei casi) e si registra un aumento del 2% di accesso al centro da parte di giovanissime, appartenenti alla fascia di età 18/29 anni. Le donne accolte hanno un livello d’istruzione medio-alto (47%) e il 51% ha un lavoro. Il 36% non è economicamente indipendente. Il 73% delle donne ha figli a carico. Le violenze subite sono per lo più di tipo psicologico (85%), fisico (52%) ed economico (45%). Un numero non trascurabile riguarda le violenze sessuali (15%) e lo stalking (20%). L’autore della violenza è, nella maggior parte dei casi, il partner attuale (52%), ma anche l’ex partner (39%). Il maltrattante ha tra 40 e 59 anni. Sono 25 le richieste di allontanamento.
L’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio ha ricordato la confisca di due case alla criminalità, da parte del Comune, che verranno presto destinate a case di sgancio. «La nostra attenzione sulla violenza contro le donne è costante», ha sottolineato. «Abbiamo programmato 34 eventi. Oltre alle nostre attività di supporto, è bene seguire un percorso educativo 365 giorni all’anno».
«Il numero delle donne prese in carico al centro non è variato più di tanto rispetto allo scorso anno», ha affermato Brunella Capisciotti, presidente di Ananke. «Il nostro è un osservatorio parziale, perché riguarda solo le donne che si rivolgono a noi. In questi giorni di sensibilizzazione le telefonate e le richieste di appuntamento che riceviamo aumentano ma c’è anche chi si ritrae. Bisogna capire che dalla violenza si può uscire, chiamando il 1522, numero nazionale, e affrontando il problema con gli esperti. Un dato particolare è quello relativo alla fascia di età delle vittime, che si abbassa, per cui è importante lavorare con le ragazze».
All’incontro di ieri ha partecipato anche il presidente del Tribunale, Angelo Bozza: «Le donne vittime di violenza non devono essere lasciate sole, è indispensabile fare rete», ha detto. «Il fenomeno ora sta emergendo, rispetto al passato, e questo è positivo, ma tali persone vanno accolte. È importante che le strutture sociali, le forze di polizia e la magistratura siano presenti al momento giusto ed è fondamentale la prevenzione. Poi bisogna denunciare».
A Pescara, dal 2021 è operativo anche il Cam, centro per uomini maltrattanti: il direttore Luca Battaglia ha sottolineato «quanto sia difficile rivolgere la nostra attenzione a chi commette la violenza».
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