In due anni 6.100 matrimoni Ora manca l’ultimo passo

PESCARA. Dopo due anni dall’approvazione della legge sulle unioni civili sono quasi seimilacento le coppie omosessuali che si sono sposate. Per la precisione 6.073, secondo gli ultimi dati del...
PESCARA. Dopo due anni dall’approvazione della legge sulle unioni civili sono quasi seimilacento le coppie omosessuali che si sono sposate. Per la precisione 6.073, secondo gli ultimi dati del Ministero dell'Interno pubblicati sul sito HuffPost. La regione con i numeri più alti è la Lombardia, con 1514 unioni, seguono Lazio (915) Emilia Romagna (645). Tra le città sul podio c’è Roma, con 845 matrimoni, seguita da Milano (799) e Torino (378). «Impossibile, al momento, stabilire se le unioni civili rilevate nel 2017 siano state celebrate tra uomini o tra donne», scrife HuffPost, «a fine 2016, come ha sottolineato il presidente dell'Istat Giorgio Alleva, i tre quarti dei riti hanno avuto come protagonisti uomini».
Alla legge manca però la parte che riguarda il riconoscimento della genitorialità di entrambi i componenti la coppia, e non del solo genitore naturale, dopo lo stralcio della cosiddetta step child adoption dalla Cirinnà. In alcuni casi è intervenuta la magistratiura a sanare la lacuna., Ma nelle ultime settimane, sempre più sindaci stanno procedendo all'iscrizione anagrafica di bambini come figli di coppie omogenitoriali, senza chiedere il parere dei giudici. Il primo fu nel 2015 il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Una decina di giorni fa la sindaca di Torino Chiara Appendino ha fatto lo stesso, registrando però - e non era mai accaduto prima - un bimbo nato in Italia da una coppia omosessuale. Poi ci sono stati Virginia Raggi a Roma, Domenico Pascuzzi a Gabicce Mare, Enzo Bianco a Catania e altri dieci primi cittadini piemontesi di centrosinistra che hanno annunciato di voler seguire l'esempio di Appendino. «Da tempo abbiamo aperto una interlocuzione politica e tecnica con i sindaci e i loro uffici per ottenere il riconoscimento della doppia genitorialità per tutti i nostri figli e le nostre figlie, sia quelli nati all'estero che quelli nati in Italia. Il nostro obiettivo è arrivare a una uniformità di trattamento in tutto il Paese, che oggi non c'è», ha affermato in una nota, la presidente dell'Associazione Famiglie Arcobaleno Marilena Grassadonia. Dopo Torino, è di pochi giorni fa la notizia della trascrizione di un certificato di nascita con due papà a Gabicce Mare. Anche a Roma è stata portata a termine la trascrizione di un certificato di nascita di una bimba nata in Canada e indicante due papà come genitori. «La decisione di Roma arriva dopo che la Corte di Appello si è pronunciata, il 15 aprile del 2018, a favore della trascrizione completa del certificato di nascita canadese di tre bambini, figli di due padri, ordinando agli uffici comunali romani di dare seguito alla richieste dei genitori».

