In ferie fino al 30 aprile Ospedali senza direttore

Il coordinatore delle direzioni mediche ospedaliere di Pescara, Penne e Popoli a riposo in attesa del pensionamento. Allarme dei sindacati: è un ulteriore vuoto
PESCARA. Valerio Cortesi lascia. Il coordinatore delle direzioni mediche ospedaliere di Pescara, Penne e Popoli ha, di fatto, concluso la sua attività all'interno della Asl visto che da venerdì scorso è in ferie e le sue vacanze proseguiranno fino al 15 gennaio ma, se tutto andrà secondo i suoi piani, potrebbero andare avanti fino al 30 aprile 2017, dopodiché dal primo maggio sarà in pensione. L'annuncio è arrivato dallo stesso Cortesi il quale ha spiegato, chiedendo la collaborazione di tutti e assicurando la propria, che sarà sostituito da Rossano Di Luzio, referente dell'ospedale di Penne, affiancato di Ettore Paolantonio e Roberto Salerni. Di fatto si è già aperto il dopo-Cortesi, con il toto-direttore, e nei corridoi si vociferano già i primi nomi sul successore, che potrebbe essere proprio Di Luzio oppure Valterio Fortunato, al momento direttore sanitario della Asl, o Stefano Boccabella, direttore dell’Unità operativa complessa Area Distrettuale Vestina.
IL BALLETTO DEI NOMI. «Il balletto dei nomi è cominciato e si parla già di alcuni papabili», dice Francesco Marcucci della Uil Fpl, «ma potrebbe anche essere che ne esca un altro dal cilindro. L’unica cosa certa, al momento, è che si crea un ulteriore vuoto. Ulteriore perché alla Asl regna già la confusione, manca la stabilità». Il problema principale è la carenza di personale, ricorda Marcucci che nei giorni scorsi ha lanciato un grido di allarme su alcuni reparti, come il Nido, e ha denunciato l’eccessivo interesse della Asl «all'assunzione di personale amministrativo, in particolare dirigenziale, mentre mancano gli infermieri». La Uil non accetta «il blocco di ferie e riposi imposti al personale», per le conseguenze che si possono scatenare in termini di qualità del servizio, e contesta la «mancanza di programmazione della spesa. Se si è speso tutto in tre mesi», osserva, «ora non si può spendere più nulla».
VUOTO AL VERTICE. Marcucci parla del «vuoto di vertice» che si registra e della «mancanza di dialogo della Asl con la dirigenza» al punto che il sindacalista si trova a rimpiangere il passato, «anche se non era il top». Sottolinea il «grosso vuoto» che si è creato dopo l’uscita di scena di Cortesi, Massimo Petrini che, pur non essendo più segretario della Cgil Fp, resta un osservatore attento delle vicende della Asl e affianca il nuovo rappresentante del sindacato, Stefano Di Domizio. Petrini ritiene che Di Luzio, «per la sua esperienza», abbia tutte le carte in regola per sostituire Cortesi «sia momentaneamente che a lungo termine» e si augura che nella scelta del nuovo direttore «si punti su professionalità giovani, nel segno della discontinuità rispetto al passato», evitando di designare qualcuno (tramite concorso) «che poi andrà in pensione tra pochi anni». Per il resto la Cgil attende ancora di vedere come si concretizzeranno gli annunci della Asl, dopo l’arrivo del manager Armando Mancini, e quale sarà l’atto aziendale che si sta mettendo a punto.
CARENZA DI PERSONALE. Per Antonio Argentini, del Nursind, il problema non è tanto la mancanza di Cortesi, perché «non è una grande perdita». All’interno della Asl bisogna preoccuparsi, dice, «innanzitutto di sicurezza (ad esempio gli spogliatoi da sistemare) e di personale, perché mancano gli infermieri e ancora di più gli operatori socio sanitari. Qualcosa si sta facendo, per colmare le carenze, spostando il personale dai distretti all’ospedale. E d’altronde non è colpa della Asl se c’è il blocco delle assunzioni. Pare che stiano studiando», dice ancora, «ma fino ad ora non abbiamo visto granché, dai nuovi vertici, se non un’apertura generale verso tutti». Il Nursind attende di vedere, tra l’altro, cosa ne sarà dell’idea di rivedere le posizioni organizzative (da ridurre nell’area comparto) che consentirebbe di «togliere a pochi per dare a tanti», in termini di compensi.
SUBITO I CONCORSI. Il segretario della Cisl Umberto Coccia chiede invece di promuovere «concorsi per infermieri, visto che si può», tamponando nel frattempo la carenza con «contratti a termine». E comunque, aggiunge, è un problema «storico» e il direttore generale, insieme a chi lo affianca, «sembra motivato a risolvere alcuni nodi annosi. Io vedo, da parte loro, buona volontà, umiltà e professionalità».
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