In fuga sull’auto rubata, inseguito e preso

Serata movimentata a Porta Nuova. Un 39enne cerca di investire un carabiniere, scappa a piedi e ne aggredisce un altro
PESCARA. Ha fatto di tutto per evitare di essere acciuffato dai carabinieri. Ma non ci è riuscito e dopo un inseguimento, prima in auto e poi a piedi, è stato costretto ad arrendersi. Per lui è scattato l’arresto in vista del processo per direttissima fissato per oggi. Il suo complice, invece, è riuscito a sparire dalla circolazione.
In camera di sicurezza è finito un 39enne di Chieti, di cui vengono fornite solo le iniziali, A.M., persona già nota alle forze dell’ordine. È accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e false attestazioni sull’identità.
È successo tutto attorno all’ora di cena di sabato. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile intercettano sulla Tiburtina un’auto che risulta rubata a Pescara. Il conducente si accorge della presenza della pattuglia e cerca di allontanarsi. Sa, evidentemente, di essere in pericolo. Aumenta la velocità del mezzo, è chiaro che vuole far perdere le tracce. Ma i carabinieri non lo perdono di vista: gli stanno dietro e lo raggiungono in via Gabriele d’Annunzio, procedendo anche loro ad alta velocità. Gli sono a un passo, lo fermano. L’uomo non intende cedere. Pur sapendo di rischiare grosso cerca di riprendere la fuga in auto: ingrana la marcia e rischia di investire uno dei carabinieri che lo hanno appena fermato. Prosegue la corsa, conta di farcela.
Il militare che ha rischiato di essere falciato si salva e la pattuglia non si dà per vinta, continua a stare dietro al fuggitivo. Da via d’Annunzio l’auto sospetta si sposta su via Colonna e lì il veicolo viene abbandonato. La fuga prosegue a piedi. L’uomo spera di farcela, e con lui il suo complice, che riesce a dileguarsi, scomparendo nel nulla. Il 39enne di Chieti, invece, viene raggiunto di nuovo dai carabinieri e acciuffato. Ma non è finita, perché a quel punto lo stesso 39enne comincia una colluttazione con i carabinieri, che lo immobilizzano. Deve arrendersi, la fuga è finita.
Con lui, che fino all’ultimo non si è arreso, si rivela difficile anche la fase dell’identificazione. Ai militari che gli chiedono le generalità tenta il tutto per tutto e fornisce dei dati falsi per cui nei suoi confronti scatta l’accertamento con il sistema Afis e nel giro di poco viene identificato attraverso le impronte: si scoprono così nome e cognome veri e si risale agli episodi precedenti in cui è stato fermato.
Dopo l’arresto, avvenuto nel corso della notte, l’uomo è stato rinchiuso in camera di sicurezza, negli spazi della caserma dei carabinieri. E oggi è prevista la convalida. Proseguono, da parte dei carabinieri, gli accertamenti per cercare di risalire al secondo uomo.
Sempre gli uomini dell’Arma, coordinati dal comandante della compagnia di Pescara, capitano Antonio Di Mauro, hanno arrestato un 27enne origini di Palermo, M.D.B., senza fissa dimora, anche lui con precedenti. Il giovane era sottoposto all’obbligo di dimora, per cui avrebbe dovuto sottostare a determinati vincoli ma in più di una occasione i carabinieri hanno appurato che ha violato le disposizioni che lo riguardavano. Nei corso dei controlli a cui è stato sottoposto tra i mesi di novembre e dicembre sono state riscontrate delle violazioni e il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’arresto del 27enne. Gli uomini dell’Arma hanno eseguito il provvedimento nella notte tra sabato e domenica. E l’uomo è stato portato in carcere.
(f.bu.)
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