«In gara per il nostro papà»

L’impresa dei fratelli Marinelli per onorare il genitore scomparso ad aprile
PESCARA. «Se fosse stato ancora qui, oggi papà avrebbe gareggiato con noi: si sarebbe iscritto e avrebbe l’Ironman. Tutto da solo: nuoto, bici e corsa. E avrebbe fatto anche un’ottima prestazione. Invece, in gara per lui, ci siamo noi». Andrea, Marco e Matteo Marinelli sono tre fratelli con una passione: il triathlon. E in famiglia non erano i soli a essere pazzi per quella sequenza di nuoto, ciclismo e corsa che ti può cambiare la vita: il padre, Mario Marinelli, era uno sportivo noto in Abruzzo. Era. Perché, il 18 aprile scorso, Marinelli è morto all’età di 59 anni durante un allenamento in piscina a Francavilla.
Oggi, i suoi figli sono in gara tutti insieme tra le staffette: «Il nome della nostra squadra è Mario nel Cuore», raccontano loro, iscritti alla asd Project Ultraman di Pescara. Marco è impegnato nel nuoto (1,9 chilometri davanti alla Nave di Cascella), Andrea nel ciclismo (90 chilometri tra Pescara, Cepagatti, Pianella e Santa Teresa di Spoltore) e Matteo nella corsa (21 chilometri cittadini con passaggio nella pineta Dannunziana e sul ponte del Mare): «Vogliamo arrivare al traguardo tutti e tre insieme con lo stendardo di Super Mario Bros, il personaggio popolare dei videogiochi, perché nostro padre era davvero super: ci ha insegnato lo sport e i valori della vita e, in un momento così difficile per la nostra famiglia», dicono i figli, «lo sport ci aiuta tantissimo a reagire in questa situazione assurda. Assurda perché, il 2 aprile, papà aveva corso la maratona di Roma con un ottimo tempo (3h 46’ 50’’) e morire a distanza di qualche giorno dopo appena una decina di minuti di nuoto è inaccettabile».
Mario Marinelli faceva l’odontecnico ma, prima di tutto, era uno sportivo vero: «Ha giocato a calcio, a tennis, ha fatto sci, surf e tanto altro. Poi, vent’anni fa si è messo sulla bici e ha scoperto una passione. Spinto da noi, cinque anni fa, aveva cominciato a fare triathlon: alla soglia dei 60 anni, si allenava e gareggiava con noi. Nelle competizioni sembravamo 4 fratelli più che padre e figli. Per lui gareggiare con noi era la gioia più grande: fare triathlon era il suo sogno e oggi lo facciamo noi per lui. Immaginiamo già la nostra gara: un’emozione dall’inizio alla fine. Non ci interessa il tempo: vogliamo solo gareggiare per nostro padre e vogliamo che sia una festa: lui ha vissuto per noi».
All’Ironman, insieme alla squadra Mario nel Cuore, ci sono altre 44 staffette per un totale di 135 partecipanti. Una gara nella gara in cui ognuno è pronto a dare il tutto per tutto. E, tra le staffette, partono da favoriti tre personaggi noti nello sport italiano: nella squadra del Dream Team Carrefour Market ci sono il nuotatore Luke Morini, il campione di ciclismo paralimpico Pierpaolo Addesi e il maratoneta che non conosce età Alberico Di Cecco.
Curiosi i nomi delle squadre al via: ci sono le imPresentose (Marianna Acerbo, Giorgia Di Cesare e Michela Portacci), gli Iron per Caso (Mirko Mascia, Massimo Marrone e Vincenzo Ciafardone), i Sono un po’ Stanchino (Francesco Sallese, Luca Clementi, Roberto Di Nallo), i Belli... Lenti (Andrea Zini, Luca Gilioli, Dorvan Sazzi) e gli Improbabili (Massimo Guidi, Silvia Baldacci e Maria Cristina Donasoldi).
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