In isolamento a casa 530 pescaresi: lo dice la raccolta dei rifiuti

Ieri altri 34 positivi che portano a 282 i casi della settimana E i rifiuti “contaminati” adesso superano quelli di maggio
PESCARA. Pescara, ormai da giorni, continua a essere la città abruzzese con il più alto numero di contagi da coronavirus. Sono 91 i casi emersi dai tamponi analizzati ieri nella provincia. Di questi, 34 sono i positivi accertati a Pescara e 21 a Montesilvano.
Dall'inizio dell'emergenza il totale dei positivi nel Pescarese è di 5.537. Nell'ultima settimana, il capoluogo adriatico ha registrato numeri altalenanti, ma significativi, per un totale di 282 casi. Lunedì in città sono stati accertati 31 casi su 57 a livello territoriale, il che significa che il 54,38 per cento dei casi registrati in provincia risiede a Pescara. La percentuale è la più alta di tutta la settimana. Martedì i positivi nel capoluogo adriatico sono stati 46 su 121, cioè il 38,01 per cento. Mercoledì è stata la giornata più nera per il dato assoluto, con ben 75 nuovi casi, su 197 complessivi nella provincia, ma la percentuale resta simile a quella del giorno prima, ovvero il 38,07 per cento dei casi. Giovedì, sebbene in lieve flessione, i nuovi contagi sono stati 53 sui 178 di tutta la provincia, pari al 29,77 per cento. Venerdì 43 contagi su 160, ossia il 26,87 per cento. Infine Iieri, la percentuale è stata pari al 37,36 per cento, con un nuovo aumento. E con lo spostamento del virus sulla costa, si impennano anche i quantitativi dei rifiuti indifferenziati Covid-contaminati.
Sono circa 530 i pescaresi positivi, in isolamento domiciliare, che usufruiscono del servizio dedicato di raccolta indifferenziata dei rifiuti gestito da Ambiente Spa. Le persone affette da Coronavirus, per tutto il periodo di quarantena obbligatoria, infatti, devono effettuare il conferimento dei rifiuti da loro prodotti secondo modalità specifiche, dal momento che si tratta di pattume potenzialmente contaminato.
Durante questo mese, alla data del 24 novembre, Attiva ha raccolto 5.980 kg di rifiuti indifferenziati Covid. Appena un mese fa, a ottobre, la cifra non era nemmeno la metà, con un quantitativo pari a 2.010 kg. Il dato è ancora più impressionante se raffrontato con i mesi precedenti. A luglio i rifiuti Covid-contaminati erano appena 117 kg, ad agosto 190 e a settembre 780 kg.
Per ritrovare numeri a quattro cifre dobbiamo tornare indietro alla prima ondata della pandemia. Il dato più alto risale ad aprile quando sono stati raccolti 7.530 kg di rifiuti indifferenziati Covid, in lieve flessione a maggio con 5.520 kg e ancora in diminuzione a giugno con 1.590 kg. I dati raccolti in materia di rifiuti conferiti da positivi al Covid, ovviamente, si mostrano specchio perfetto dell'andamento del virus in città, con il superamento a novembre dei dati registrati a maggio scorso, in una escalation nella quale luglio ha consegnato il dato minimo, mentre quest’ultimo mese ha visto i numeri arrivare anche a raddoppiarsi.
A fronte della significativa crescita dei numeri dei cittadini positivi rispetto al periodo estivo (tra luglio e settembre), quando c'erano meno contagi), e alla prima ondata, quando i positivi erano maggiormente costretti a ricorrere alle cure ospedaliere (mentre ora sono in molti a vivere la malattia nella propria abitazione), la società che gestisce i rifiuti ha deciso dalla metà di questo mese di potenziare il servizio di raccolta, portando il passaggio da una a due volte a settimana.
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