In mille lanciano l’appello Stop alla guerra in Ucraina

27 Marzo 2022

A Teramo da tutta la regione: studenti, sindaci, prof e cittadini sfilano insieme

TERAMO. L’Abruzzo si mobilita per la pace e sceglie Teramo per marciare contro la guerra e a sostegno dell’Ucraina. Un corteo arcobaleno di mille persone lancia, oltre i confini e gli orizzonti della città, un messaggio d’unione, accoglienza e ripudio delle armi, snodandosi dal centro fino all’Ateneo di Coste Sant’Agostino e il Lungofiume.
CULTURA DELLA PACE. L’iniziativa, promossa dal rettore di Teramo Dino Mastrocola, è stata raccolta ieri da atenei, istituti di ricerca e conservatori abruzzesi con il patrocinio del Ministero dell’università e della ricerca, ed ha rappresentato un eccezionale incontro tra istituzioni, associazioni, enti locali, scuola, sindacati e cittadini nel nome della cultura come anticorpo verso la guerra e quindi strumento per la pace. Ed è un messaggio forte e trasversale perché dedicato non solo all’Ucraina ma a tutti i popoli che vivono scenari bellici.
Un tripudio di colori, musica e slogan per dire che «La pace è cultura», la frase che ca mpeggia sullo striscione in testa al corteo. A vivacizzare il fiume di gente tante bandiere arcobaleno e giallo-blu dell’Ucraina, i gonfaloni, le fasce tricolori dei sindaci, l’infiorata di TruciolinArte di Torricella Sicura, e cartelloni dove leggi: “Nessun popolo oppresso”, “Studenti per la pace e il disarmo”, “Cieli chiusi in Ucraina” e tanta musica. Una grossa radio diffonde canzoni diventate simboli come “Imagine” e “Give peace a chanche” di John Lennon sulle quali i ragazzi battono le mani a ritmo e cantano versi. Davvero originale è la comparsa di un pullmino T1 Volkswagen anni ’70 tappezzato da drappi colorati che, in un colpo d’occhio, ricorda i movimenti hippie per la libertà di quegli anni. E poi applausi scroscianti ed energici accompagnano i momenti più intensi e partecipati. Questo è l’Abruzzo solidale.
È L’ARMA PIÙ POTENTE. «Con la cultura si può combattere la guerra», la sintesi della marcia. «È un momento bello e importante nel quale gli atenei regionali si ritrovano insieme nel nome della cultura, della formazione e della conoscenza che promuovono pace», dice Mastrocola che è anche presidente della Conferenza dei rettori italiani. «Una manifestazione che coinvolge tutto l’Abruzzo», aggiunge il sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo, Gianguido D'Alberto, «i confini non devono esserci tra i popoli perché nessun popolo vuole la guerra e la nostra città e il nostro territorio regionale sono pronti ad accogliere i fratelli ucraini».
ATENEI E SINDACI INSIEME. Presenti, tra gli altri, il rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse, i delegati del rettore di Chieti e Pescara, la parlamentare Valentina Corneli, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta, le amministrazioni provinciali, molti sindaci dei Comuni del Teramano, il vescovo di Teramo Lorenzo Leuzzi e l’Imam Mistapha Baztami.
LA VOCE DEI GIOVANI. E tanti studenti giunti da tutto l’Abruzzo per far sentire la propria voce e dare il proprio contributo. «Vogliamo ribadire l’importanza della pace e del disarmo per la risoluzione delle controversie internazionali», dicono in coro i ragazzi del sindacato studentesco Udu.
«Il mondo della cultura unisce e dà un grande messaggio d’accoglienza», aggiunge Roberta Prete, studentessa a Teramo. Dall’Aquila sono arrivati due gruppi di giovani ucraini e nigeriani iscritti alle facoltà di ingegneria e matematica. «Siamo qui per essere vicini ai nostri amici dell’Ucraina, ma anche per ribadire l’importanza della pace per tutti i popoli del mondo», affermano Agnes e Sodiq.
Presente anche una massiccia rappresentanza delle scuole superiori. «Non potevamo mancare per opporci con convinzione a ciò che di orribile sta accadendo in Ucraina e dare il nostro piccolo sostegno», spiegano Beatrice, Marika, Lucrezia e Wiam del liceo “Illuminati” di Atri.
L’INNO ALLA GIOIA. Sulla scena quindi entrano i docenti dei tre atenei e del Gran Sasso Science Institute per tenere lezioni in pillole. Ribadiscono la necessità di una soluzione condivisa sull’Ucraina insieme alla riaffermazione della tutela dei diritti umani e l’importanza di passare dalla geopolitica della guerra e quella della pace. Ma il momento più emozionante è quando il soprano Flavia Della Pasta del Conservatorio “Braga” di Teramo intona “l’Inno alla gioia” di Beethoven. Un silenzio surreale sotto al cielo terso di fine marzo dove a spiccare, oltre alle note soavi della voce imponente della cantante, sono gli occhi pieni di speranza per un futuro migliore.
Da Teramo parte l’inno alla gioia che ha i colori dell’arcobaleno e contamina tutto l’Abruzzo, stretto in un meraviglioso abbraccio di pace.