In ospedale arriva il robot per le diagnosi a distanza

La Asl avvia il “teleconsulto” che collega le strutture di Penne, Popoli e Pescara Il nuovo macchinario consente di intervenire senza dover trasferire il malato
PENNE. Visite mediche a distanza tra gli ospedali di Pescara, Penne e Popoli. È già possibile grazie a tre sistemi di teleconsulto che consentono ai medici di fare diagnosi sui pazienti che arrivano ai vari pronto soccorso , a chilometri di distanza, semplicemente manovrando un robot “Intouch” tecnologicamente avanzato dotato di telecamere con modalità audio video ad altissima risoluzione.
Il sistema consente ai medici che si trovano accanto al paziente in un altro ospedale, di intervenire, diagnosticando la patologia in corso, senza spostare il malato. In caso di patologie gravi, come infarto, ictus, grandi traumi, il fattore tempo è fondamentale. Riducendo gli stessi, ci sono maggiori probabilità di salvare vite umane. Con i tempi di intervento ridotti «si può anche avviare velocemente un trasferimento in ambulanza per consentire ai pazienti di ricevere le cure più adeguate in un centro idoneo alla patologia in atto».
Il progetto, che riguarda i tre presidi della Asl di Pescara, è stato presentato ieri mattina nella sala multimediale della Rianimazione dell’ospedale pescarese, dal manager Asl Armando Mancini affiancato da Alberto Albani, direttore del Dipartimento urgenza emergenza e Stefano Boccabella, direttore Uoc Integrazione territorio. Nel corso dell’incontro è stato effettuato un collegamento simulato con i pronto soccorso dei tre nosocomi.
Gli obiettivi del teleconsulto, che si effettua con nove stazioni di controllo attraverso i quali i medici sono collegati con i pazienti «al momento giusto nel posto giusto», sono quelli di «ridurre i tempi di identificazione della patologia; migliorare l’esito clinico dei pazienti per numero di patologie individuate; trattare tempestivamente l’urgenza clinica; abbattere fino al 75% i trasferimenti impropri; aumentare le specialità cliniche offerte ai pazienti, oltre a diminuire i disagi per i cittadini delle aree geografiche periferiche». In caso di situazioni da codice verde, quindi non particolarmente a rischio vita, «si riesce ad abbattere il ricorso ai trasferimenti in ambulanza evitando, in tal modo, gli intasamenti al pronto soccorso». Ciò consente anche di ridurre le liste di attesa.
I vertici Asl annunciano che la rete di teleconsulto potrà essere ampliata alle altre Asl regionali e anche ai presidi di altre regioni.

