In otto mesi dalla festa per la A alla paura

A dicembre le prime contestazioni, poi i soliti attacchi sui social e le scritte offensive sulle strade
PESCARA. Era un sabato, esattamente l’11 giugno scorso. E Pescara era una città in festa con decine di migliaia di tifosi per le strade a celebrare la sesta promozione in serie A. Sono trascorsi otto mesi e i pescaresi si sono svegliati con la notizia delle auto bruciate al presidente Daniele Sebastiani, il più vincente nella storia del calcio biancazzurro dall’alto delle due promozioni nella massima serie a cui va aggiunta quella in B del 2010 da dirigente. Otto mesi in cui gli umori degli ambienti calcistici sono stati ribaltati dallo zero nella casella delle vittorie e da una retrocessione ormai alle porte. Dal giro in città sul pullman scoperto alle auto in fiamme nel recinto di casa, in zona riviera nord. In mezzo un rapporto all’insegna della tregua almeno fino a prima di Natale. Critiche alla gestione del presidente Sebastiani non sono mai mancate in questi mesi, ma la prima vera contestazione di questa stagione è avvenuta alla cena di Natale della squadra, al Porto Turistico. Era la sera del 12 dicembre scorso quando gli ultrà si sono fatti vivi con cori striscioni e fumogeni, un paio di giorni dopo la sconfitta di Crotone. Poi, è arrivata quella casalinga contro il Bologna e il dopo partita è stato particolarmente incandescente con lanci di pietre e fumogeni. L’ultima gara del 2016 a Palermo con il pareggio firmato da Biraghi su rigore nel finale. Nel frattempo, c’era il mercato di riparazione, la speranza di porre rimedio a una situazione precaria con i rinforzi. Che, però, non hanno sortito effetto perché sono arrivate altre cinque sconfitte. E domenica altra contestazione verbale dagli spalti. Con la curva nord che ha lasciato lo stadio anticipatamente con cori che hanno colpito Sebastiani sul familiare. E ai quali ha risposto dicendo: «A fine stagione potrei lasciare». Ma la contestazione al mondo d’oggi è anche e soprattutto sul mondo social sul quale l’imprenditore pescarese classe 1958 ha subito gravi attacchi. Addirittura scritte offensive sulle strade della città.
E dire che Daniele Sebastiani è uno dei pochi soci rimasti di quella compagine societaria che ha rilevato il Pescara dalle ceneri del fallimento. Era il 2009, quando è sbarcato nel mondo del calcio dopo che per anni aveva vissuto il mondo del ciclismo, insieme a Stefano Giuliani e Palmiro Masciarelli. Dal 1987 è titolare della Interservice, ma negli anni l’attività si concentra sul leasing e la società assume la denominazione di Interservice Leasing crescendo in maniera esponenziale. Finanziaria, ma non solo perché Daniele Sebastiani ha partecipazioni anche in altre società nel settore dell’edilizia e immobiliare. Negli anni ha maturato amicizie e contatti che ne fanno uno dei personaggi della città, anche al di fuori del mondo del calcio. (r.c.)
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