In pensione a 63 anni: via alle domande

13 Luglio 2021

Ape sociale: il tempo scade giovedì 15 per licenziati, invalidi, infermieri, pescatori, muratori e insegnanti nelle materne

C’è tempo fino a giovedì (15 luglio) per presentare all’Inps la domanda di certificazione per accedere all’ape sociale, una sorta di pensione provvisoria per alcune categorie più deboli in attesa del diritto al trattamento definitivo. L’Istituto nazionale per la previdenza sociale (Inps) avrà tre mesi di tempo per dare una risposta di accoglimento o rigetto dell'istanza al lavoratore.
Ma attenzione: le risorse destinate all’ape sociale sono limitate, c'è infatti un vincolo annuo di bilancio, per cui i lavoratori in possesso dei requisiti devono affrettarsi ad inoltrare la richiesta.
CHI PUÒ FARE DOMANDA. La misura, senza alcuna penalità sull’assegno di pensione, è rivolta ai disoccupati che hanno esaurito gli altri sussidi, agli invalidi e ai caregivers (coloro che assistono parenti disabili) che abbiano raggiunto i 63 anni di età e maturato 30 anni di contributi entro il 2021, ma anche ad alcune categorie di lavoratori addetti a mansioni gravose. Si tratta degli operai dell'edilizia, dell'industria estrattiva, dell'agricoltura e del settore siderurgico; dei pescatori; degli infermieri; degli addetti alle pulizie; dei conciatori di pelli e pellicce; di alcune categorie di conduttori; dei facchini; degli operatori ecologici; degli insegnanti del nido e della scuola dell'infanzia e dei marittimi che abbiano raggiunto anche loro i 63 anni di età e maturato 36 anni di contributi entro il 2021. Il reddito ponte, pagato interamente dallo Stato, intende accompagnare queste particolari categorie di lavoratori fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.
RISPOSTA FRA 3 MESI. L'Inps avrà tempo fino al 15 ottobre per dare una risposta in merito all'accoglimento o il rigetto delle istanze presentate dai lavoratori. Quella in scadenza tra tre giorni è la seconda finestra dell'anno rivolta ai lavoratori che maturano i requisiti per l'ape sociale entro il 31 dicembre 2021 e che non hanno potuto produrre la domanda entro il 31 marzo (scadenza per la prima finestra) perché non ancora in possesso ancora dei requisiti richiesti oppure perché ritardatari rispetto alla prima scadenza. Entro il 2021 è prevista una terza ed ultima finestra per richiedere l'ape sociale.
COME AVERE L'APE SOCIALE. La procedura amministrativa per ottenere l'ape sociale prevede la presentazione di una doppia istanza: la prima volta ad accertare preventivamente il perfezionamento dei requisiti richiesti entro il 31 dicembre dell'anno di riferimento e la seconda per l'accesso alla prestazione vera e propria.
Nel corso del 2021 sono previste tre fasi di monitoraggio: la prima con riferimento alle istanze di verifica presentate entro il 31 marzo cui l'Inps doveva dare una risposta entro il 30 giugno; la seconda, in corso, con riferimento alle istanze prodotte dal primo aprile al 15 luglio con l'istituto chiamato ad esprimersi in merito entro il 15 ottobre; ed una terza fase di monitoraggio per le domande che saranno presentate tra il 16 luglio ed il 30 novembre 2021 le cui risposte di accoglimento o rigetto arriveranno entro il 31 dicembre.
Nel caso della prima finestra, però, i termini di risposta dell'Inps sono stati più lunghi del previsto: ancora oggi molti lavoratori che hanno già prodotto la domanda entro il 31 marzo scorso non hanno, infatti, ricevuto comunicazione di accoglimento o di rigetto.
RISORSE LIMITATE. Tale meccanismo di monitoraggio fa sì che la domanda sarà accettata solo a fronte delle risorse residue accertate con riferimento alle istanze prodotte nello scaglione temporale precedente. Per cui i lavoratori che soddisfano i requisiti entro il 15 luglio non devono assolutamente perdere tempo. Anche se le istanze di verifica si possono presentare dal primo gennaio al 30 novembre, il sistema di monitoraggio previsto delle risorse disponibili potenzialmente tende a penalizzare i lavoratori che fanno richiesta più avanti. In altre parole le domande presentate oltre i termini di scadenza e comunque entro il 30 novembre 2021 saranno prese in considerazione dall'Inps esclusivamente se all’esito del monitoraggio delle domande presentate entro i termini indicati nello scaglione precedente, residuano le necessarie risorse finanziarie.