In piazza all’Aquila per salvare 469 cervi

16 Settembre 2024

Tra i manifestanti di 22 associazioni animaliste l’attrice Loredana Cannata, famosa per i film di Sorrentino e Ozpetek

L’AQUILA. «Lunga vita ai cervi». Con questo slogan decine di persone si sono ritrovate ieri mattina in piazza Regina Margherita all'Aquila per protestare contro la delibera della giunta Marsilio che ha condannato a morte 469 esemplari.
Per l’assessore alla caccia, Emanuele Imprudente, i cervi sono diventati troppo numerosi, creano problemi all'agricoltura, sono un continuo pericolo per gli automobilisti. Ma non la pensano così gli attivisti del Wwf Italia e Abruzzo, promotori della raccolta di firme on line su Change.org che ieri ha superato la soglia dei 120mila consensi, e capofila della protesta che ha visto l’adesione di 22 associazioni ambientaliste. A queste si sono aggiunti sia esponenti politici abruzzesi, dal Movimento 5 Stelle al Pd, passando per Allenza Verdi e Sinistra fino ad arrivare a Rinascimento di Vittorio Sgarbi sia molte cooperative che gestiscono le riserve del Wwf. Il sit-in, andato in scena dalle 10.30 di ieri nel capoluogo di regione, ha visto la partecipazione anche di numerosi cittadini e di qualche vip tra cui spiccavano i capelli biondi dell'attrice Loredana Cannata, famosa per film come La giovinezza di Paolo Sorrentino o le Fate Ignoranti di Ferzan Ozpetek, da anni impegnata nelle battaglie per l'ambiente e tenace animalista. «Lunga vita ai cervi», scandivano i colorati manifestanti, alcuni mascherati da orso, altri con le corna di cervo, mostrando cartelli contro la giunta regionale del presidente Marsilio e dell'assessore Imprudente. Numerosissimi gli interventi a partire da quello di Filomena Ricci, delegata del Wwf: «È solo una scelta politica», ha detto, ribadendo un concetto espresso da tutti i manifestanti che hanno definito la delibera finita sotto accusa un grave danno per l’immagine dell’Abruzzo.
«Se vogliamo accreditarci come Regione verde d'Europa», ha rimarcato la Ricci, «la scelta di abbattere una gran numero di cervi va decisamente controcorrente. Ci sono ben altri metodi per ridurre gli impatti della fauna selvatica. All'interno delle zone parco sono già stati sperimentati dei sistemi rifrangenti che spaventano gli animali e li allontanano dalla strada. In quelle aree funzionano bene».
Per i manifestanti: «La Regione dovrebbe investire in risarcimenti e incentivi, invece si limita a fare un favore ai cacciatori». E ancora: «Tutto per un pugno di voti», si leggeva su uno dei tanti cartelli, come quello che associava i cervi abruzzesi agli orsi trentini. «Ma in Trentino, dopo la vicenda dell'abbattimento degli orsi», commentavano in piazza, «c'è stata una flessione del turismo del 30 per cento».
C'è il rischio concreto che questo possa avvenire anche nell'Abruzzo interno, conosciuto per la sua immagine di oasi felice grazie allo straordinario film "Un mondo a parte" del regista Riccardo Milani, ambientato sulle montagne abruzzesi e campione di incassi, che dipinge la nostra regione come paradiso della natura. Un racconto che emoziona e fa apparire ancora più fuori luogo la caccia selettiva ai cervi che partirà dal 14 ottobre.
I partecipanti al sit-in hanno quindi ribadito la richiesta alla Regione di ritirare la delibera. «Se non verrà fatto», ha annunciato il presidente del Wwf Italia, Luciano Di Tizio, «presenteremo ricorso al Tar».
«Non vogliamo arrivare a questo», ha aggiunto la Ricci, «chiediamo alla Regione di trovare soluzioni condivise». E sulla questione dei danni alle colture, la delegata del Wwf chiosa: «Con la caccia non si è risolto il problema dei cinghiali, ma in Regione pensano di ripetere quel fallimento anche con i cervi».
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