In piazza contro le scuole chiuse

Abruzzo: domani le manifestazioni dei genitori all’Aquila, Pescara e Lanciano
L’AQUILA. Il mondo della scuola si mobilita. È in programma domani, una mobilitazione nazionale indetta dal comitato "Priorità alla scuola" in concomitanza con lo sciopero proclamato dai Cobas e dal Coordinamento nazionale precari della scuola. In Abruzzo si terranno tre manifestazioni: alle 10,30, in piazza Sacro Cuore, a Pescara; sempre alle 10,30, davanti al palazzo dell'Emiciclo, all'Aquila e infine alle 16, in piazza del Plebiscito, a Lanciano.
La mobilitazione è organizzata da Priorità alla scuola Abruzzo, Cobas Chieti – Pescara- Teramo- Giulianova, Unione degli Studenti L’Aquila, Libera Associazione Studentesca, Collettivo studentesco di Lanciano. Saranno presìdi statici e in sicurezza: ai partecipanti è richiesto di indossare mascherina e di mantenere le distanze. «Guardiamo al futuro vigilando il presente! Curami! Recovery-amo la scuola. Per oggi e per domani», alcuni degli slogan scelti per le manifestazioni che si accompagneranno allo sciopero del personale scuola, e all'astensione dalla Dad, sciopero degli studenti, sciopero sociale dei e per i genitori.
«La battaglia per una scuola migliore e più sicura si combatte dentro le scuole, in presenza», dicono i promotori dell'iniziativa, «uella di domani sarà una giornata di sciopero del personale della scuola e degli studenti, ma chiediamo anche ai genitori di contribuire perché ci sia l’astensione dalla didattica a distanza. Saremo in piazza per chiedere che le risorse del Recovery fund siano vincolate a rilanciare la scuola pubblica e il diritto all’istruzione e allo studio, a cui devono essere restituiti ruolo e centralità. Vogliamo che quelle risorse siano utilizzate per ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe (15 in presenza di alunni speciali), per garantire la continuità didattica e la sicurezza, attraverso la stabilizzazione dei docenti con 3 anni scolastici di servizio e gli Ata con 24 mesi, per intervenire massicciamente nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei a una scuola in presenza e in sicurezza».
«Dobbiamo vincere la battaglia sul Recovery fund, altrimenti l’apertura delle scuole sarà sempre sotto minaccia e sotto ricatto. Nelle condizioni attuali, qualsiasi emergenza potrà essere invocata per ricorrere alla chiusura, e di conseguenza alla didattica digitale a distanza. Dobbiamo vincere la battaglia sul Recovery fund», concludono, «per scongiurare una riforma della scuola fondata sulla didattica digitale a distanza, e di conseguenza sulla disuguaglianza e sull’abbandono scolastico, e aprire la strada alla riforma scolastica». (m.p.)

