In piazza il sit-in contro gli sfratti

11 Ottobre 2018

L’Unione inquilini e Rifondazione: «Tanta gente costretta a vivere in macchina»

PESCARA. «Troppe persone senza casa, troppe case senza persone». E' questo lo striscione che accompagna l'Unione inquilini, con il sostegno di Rifondazione comunista, nella giornata internazionale "sfratti zero". Pescara è la provincia che ha la maglia nera in Italia per numero di sfratti: solo nel 2017 sono saliti del 160% (1660), quadruplicando le richieste di esecuzione, e con il 34% delle stesse portate a termine. La situazione non cambia a livello regionale, in controtendenza con la stragrande maggioranza delle regioni italiane.
In Abruzzo sono stati 2274 i provvedimenti di sfratto lo scorso anno (80% in più rispetto al 2016), con aumento registrato anche in questo caso sia delle richieste di sfratto sia di quelli eseguiti. Da piazza Sacro Cuore, dove le associazioni hanno organizzato un sit-in per informare e sensibilizzare la cittadinanza, Walter Rapattoni, segretario provinciale di Unione Inquilini fa il punto della situazione: «Nella sola Pescara la situazione è drammatica, come testimoniano i numeri diffusi dal ministero dell'Interno. Chiediamo alla politica di intervenire seriamente sulla questione case e il diritto dell'abitare. Noi abbiamo calcolato che circa il 7% delle abitazioni Ater sono vuote e inutilizzate in quanto non agibili. Una delle nostre proposte è quelle di favorire le cooperative di autorecupero di chi ha i requisiti per avere una casa e scalcolare nei futuri canoni di locazione le spese sostenute per gli interventi svolti». Ma le proposte di Rapattoni, per ovviare al problema, non finiscono qui: «Sarebbe auspicabile un piano decennale per il riutilizzo del demanio civile e militare. Questo secondo i nostri calcoli porterebbe 1 milione di abitazioni. Poi proponiamo la leva fiscale, con cui acquistare dai costruttori le palazzine invendute, a prezzo di costo, reimmettendole sul mercato e calmierando i canoni di locazione». Infine conclude: «L'ultima ipotesi è il passaggio da casa a casa: cioè, se da un lato è giusto che il proprietario percepisca l'affitto, dall'altro chi non può più pagarlo ha comunque diritto a un tetto, da trovare, provvisoriamente, attraverso soluzione alternative. Purtroppo la crisi economica spesso porta alla perdita del lavoro, che nel giro di poco tempo comporta anche quella della casa. Oggi tante persone sono costrette a vivere in macchina. Anche a queste bisogna restituire una dignità».