In pochi anni 13 morti su quel tratto

Un susseguirsi di lutti e feriti gravi, ma il raddoppio della carreggiata resta un miraggio
BALSORANO. È stata soprannominata più volte la superstrada della morte. La conferma è tragicamente arrivata ieri.
Collega la Marsica con il Frusinate, l'Abruzzo con il Lazio, e viene utilizzata quotidianamente dai residenti dei comuni della Valle Roveto, dai pendolari e dai tanti autotrasportatori che si spostano da una parte all'altra del centro Italia. Ma il raddoppio e l'ampliamento delle carreggiate - di cui si parla da anni tanto che il presidente della Regione, Marco Marsilio, l'ha inserito tra le priorità per l'Abruzzo dando un'accelerata al progetto grazie anche al coinvolgimento dell'Anas - per la superstrada del Liri sono ancora un miraggio e intanto ogni anno si continuano a contare feriti e morti.
Un epilogo tragico di giornate d'estate e d'inverno che, nonostante gli anni, gli appelli, le battaglie e le richieste periodiche di intervento da parte dei rappresentanti istituzionali locali, non cambia mai. La lista delle persone che hanno perso la vita sulla statale 690, nota a tutti come superstrada del Liri, è davvero molto lunga.
Nel maggio del 2021 ha perso la vita l’imprenditore avezzanese Roberto Facchini (50 anni). La sua Nissan Qashqai bianca è finita contro una camion in prossimità della galleria Mattei, tra gli svincoli di Canistro e di Civitella Roveto.
Il 30 agosto del 2009 sulla stessa strada anche il fratello Lino Marco Facchini, 43 anni, perse la vita in un incidente finendo con l'auto contro un camion. Il 12 giugno del 2021 si è schiantato invece contro un furgone Domenico De Roccis, 47 anni, di Civitella Roveto, in sella alla sua moto.
Un'intera famiglia fu distrutta nel settembre del 2018 per la morte di Nicolina Palleschi e della figlia Martina Bucci, a seguito sempre di un incidente stradale avvenuto sulla superstrada. Mamma e figlia, 51 e 28 anni, stavano andando con una Fiat Panda da Capistrello ad Avezzano quando, poco dopo la galleria del Salviano, si sono scontrate con una Fiat Punto. Per loro non c'è stato niente da fare. Mentre a marzo del 2017 hanno perso la vita Franco Nardone di 44 anni, Antonio D’Alterio di 36 e Gianluca Domenicone di 21, tutti operai di San Giorgio a Liri che stavano facendo ritorno a casa dopo una giornata di lavoro.
Ad aprile 2017 è morta Lucia Pierleoni, 30 anni, di Celano, mentre andava in ufficio. Nel 2016 hanno perso la vita Giuseppe Giannino, 28 anni, di Balsorano, e un barista di Avezzano, Americo Ranalletta, di 47 anni. Ma oltre ai morti ci sono stati decine di feriti tra automobilisti e camionisti.
I tamponamenti sono all'ordine del giorno e tra le problematiche segnalate più volte ci sono i limiti di velocità, abbassati a 50 chilometri orari nel tratto abruzzese che attraversa i territori di Balsorano, Canistro, Capistrello, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Morino e San Vincenzo Valle Roveto, e soprattutto gli autovelox che vengono attivati saltuariamente sull'arteria. Ma non bastano per fermare la strage.

