In Provincia scoppia la guerra delle ferie «Dipendenti ignorati»

9 Agosto 2015

Gli impiegati contestano la chiusura di ferragosto «Nessuno ci ha avvisato, le famiglie messe in difficoltà»

PESCARA. Si avvicina il ferragosto e la Provincia di Pescara chiude per ferie. Lo fa per ridurre le spese e gestire meglio il personale, concentrando il lavoro nei periodi in cui c'è maggiore attività. Detta così sembra un’ottima idea. Poi si scopre che il risparmio è appena di 7.500 euro e che i sindacati, quindi i dipendenti, non ne sapevano nulla, e quindi i circa 300 addetti di Palazzo dei marmi si ritrovano improvvisamente in ferie forzate, dal 13 al 19 agosto.

La decisione del presidente Antonio Di Marco non è piaciuta affatto ai rappresentanti di Fp Cgil e Uil Fpl, Stefano Di Domizio e Giuseppe Trusso, che contestano duramente il provvedimento e approfittano dell'occasione per rispolverare vecchie polemiche, dal mancato pagamento della produttività dell'anno scorso (promesso da tempo) a una riunione di fine febbraio con il personale convocata da Di Marco un sabato pomeriggio (quando gli uffici sono chiusi).

«La chiusura per ferie», dicono i due sindacalisti, «è l'ennesimo schiaffo ai dipendenti, ai quali si crea un pregiudizio. Il presidente ha proclamato lo stop delle attività con 5 giorni di preavviso, quando i piani ferie erano stati elaborati e presentati, in alcuni casi da mesi. Magari alcuni dipendenti hanno già fatto ed esaurito le ferie, altri forse hanno prenotato un viaggio a settembre, potendo contare su ferie (autorizzate) che oggi gli vengono sottratte». Si poteva pensare ad una chiusura degli uffici ad agosto programmata e ben organizzata, che «avrebbe fatto contenti diversi addetti», sostengono sempre i sindacalisti, e così facendo molti avrebbero «evitato di arrovellarsi per incastrare i piani ferie con i colleghi e i dirigenti per fare in modo di riposare mentre l'ente continuava a funzionare». Oggi, invece, si scopre che l’ente si ferma.

Pescara non è l'unica Provincia ad aver scelto di chiudere nei giorni a cavallo di ferragosto ma un primato lo ha comunque raggiunto, in negativo. «Questo è uno dei pochi casi in Italia organizzato così male e in così poco tempo» - proseguono i due sindacalisti mettendo in evidenza cosa non va. Con la scelta del presidente «salta la programmazione delle ferie e delle reperibilità», le conseguenze sull'organizzazione delle attività «potrebbero risultare negative e i risparmi annunciati, tutti da verificare, sono decisamente simbolici rispetto alle dimensioni dell'ente». Non manca il risentimento per il mancato coinvolgimento dei sindacati e proprio su questo Cgil e Uil sono ancora più critici. «Si è corso il rischio», dicono Di Domizio e Trusso a Di Marco, «che da un provvedimento del genere ci uscisse qualcosa di buono, e quindi c'era anche il rischio di condividere un merito con noi. Non vogliamo pensare che la decisione sia stata presa solo per annunciare qualcosa di originale, magari con un bel post su Facebook. Ma se non è così diventa difficile trovare una valida motivazione». Resta il rammarico per il fatto che, se pensato «bene e per tempo» il provvedimento avrebbe potuto portare a un «bel riconoscimento».©RIPRODUZIONE RISERVATA