In ritardo per una partita: salvi grazie alla playstation

17 Agosto 2018

GENOVA. Tre persone salve per un capriccio dei ragazzini, una partita alla playstation che non è stata interrotta, al contrario di quanto «ordinava» la madre. È la storia di Michela Chiari, una...

GENOVA. Tre persone salve per un capriccio dei ragazzini, una partita alla playstation che non è stata interrotta, al contrario di quanto «ordinava» la madre.
È la storia di Michela Chiari, una mamma genovese di 39 anni, e dei suoi due figli, di 11 e 7 anni.
«Siamo salvi grazie al fatto che mio figlio disubbidendomi si è attardato a giocare alla playstation». Ne è convinta Michela.
Quella partita alla playstation ha in effetti ritardato la loro uscita da casa, e quindi con l’auto sono arrivati sul ponte Morandi appenapochi minuti dopo il crollo fatale.
«Mio figlio continuava a perdere tempo quella mattina», racconta Michela mentre abbraccia la mamma Donatella, «Forza, andiamo che facciamo tardi, gli ho detto. Il padre dei bambini ci aspettava a Cogoleto. Così quando infine siamo usciti, ho imboccato l'autostrada a Sampierdarena, proprio mentre c’era un vero un nubifragio. C'era poco traffico quella mattina: finita la galleria vedo un ragazzo e un uomo a piedi che si sbracciano nel mezzo dell’autostrada per fermarmi. Subito ho pensato a un incidente. Ho chiesto che cosa stava succedendo. “Vada via, sta crollando tutto”, hanno gridato. Ho fatto in tempo a vedere un camioncino rosso che veniva in retromarcia e invece di svoltare a destra, d'istinto ho sterzato e mi sono diretta verso l'uscita di Bolzaneto.
A ripensarci, poco prima avevo sentito un boato, ma avevo pensato al temporale».
Scampato il pericolo per pochi istanti, Michela racconta: «in auto sono scoppiata a piangere e i miei figli si sono preoccupati. Ho capito che cosa era successo e ho immaginato che tutto il ponte poteva venire giù. Ho guardato i miei figli e ci siamo abbracciati. È da quando sono bambina che sento parlare di problemi di stabilità alle arcate di quel ponte.
Dopo neanche mezz'ora eravamo a casa, vivi e salvi per miracolo. Anzi, per quella partita alla playstation che prima mi aveva fatto tanto arrabbiare, e che ora vedo come una benedizione».