In rivolta anche i maestri di sci e Ovindoli: così, ci tagliano le gambe

26 Gennaio 2017

«Siamo stanchi di vedere quotidianamente screditata l’immagine della nostra stazione e di quelle del territorio aquilano, dove da decenni si scia in sicurezza e dove non si è mai registrato alcun...

«Siamo stanchi di vedere quotidianamente screditata l’immagine della nostra stazione e di quelle del territorio aquilano, dove da decenni si scia in sicurezza e dove non si è mai registrato alcun problema relativo a valanghe o scarsa sicurezza sulle piste»: scende in campo anche la Scuola Italiana Sci Le Aquile con il direttore Antonio Pignatelli contro la disinformazione che sta creando danni al sistema turistico invernale. «I tragici accadimenti dei giorni scorsi, non hanno nulla a che vedere con le stazioni sciistiche», ribadisce Pignatelli. Da Ovindoli intervengono anche il vicesindaco Raffaele Siciliano e Angelo Ciminelli, direttore della Scuola italiana sci “Tre nevi” e consigliere comunale. Il primo evidenzia di «aver assistito in diretta alla vile azione di sciacallaggio del parroco che invita in tv la gente ad andare a sciare al Nord. Località come Ovindoli e l’altopiano delle Rocche, Pescasseroli ed il parco nazionale, Roccaraso e l’altopiano delle 5 Miglia, stanno ricevendo migliaia di cancellazioni di prenotazioni». Ciminelli ha inviato una nota alla Rai: «Non dovete permettere, come programma all’interno della tv di Stato, che ci vengano tagliate le gambe».