In salita i prezzi di pasta, vino e benzina

19 Luglio 2018

Lo rivela l’Istat. Federconsumatori: ogni famiglia spenderà 385 euro in più. Le regole per risparmiare sulla spesa

PESCARA . Pasta, surgelati, margarina, acqua minerale, vino e alcolici, benzina. Sono tornati a salire, a giugno, i prezzi al consumo, come rileva il report dell’Istat. Nel mese di giugno 2018, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), aumenti dello 0,2% rispetto a maggio e dell’1,3% su base annua. Risale anche l’inflazione, trainata soprattutto dal prezzo dei carburanti (che l’Istat definisce come beni energetici non regolamentati), con l’asticella che si porta a più 9,4% (a maggio era a più 5,3%), dei beni alimentari non lavorati (da +2,4%a +3,4%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +2,9%).
LA STANGATA. Le vacanze degli italiani quest’anno saranno particolarmente salate. Ne è convinto il presidente del Codacons Carlo Rienzi, alla luce dei dati diffusi dall’Istat. «Questo significa che una famiglia media, solo per gli spostamenti, deve sostenere oggi una maggiore spesa pari a 146 euro in più rispetto allo scorso anno». Va da sé, che oltre ai trasporti anche il carrello della spesa risentirà dell’aumento dei prezzi. Federconsumatori stima che una famiglia media spenderà 385 euro in più .
IN SALITA. In cima alla classifica degli aumenti troviamo la pasta secca e fresca, (+4,2%), il riso (+2,2), farina (+1,6), pesci e prodotti ittici (+0,8), frutti di mare surgelati (+5,6), pesci surgelati (+2,1), margarina e altri grassi vegetali (+4,7) vegetali surgelati (+2,5), zucchero (+1,3), acque minerali (+1,5), alcolici (+1,6), vini (+1,7%).
STABILI E IN DISCESA. Prezzi sostanzialmente invariati per le carni di qualsiasi provenienza (bovina, suina, ovina, pollame), per io vegetali freschi (a eccezione delle patate, che aumentano dello 0,4%), di prodotti per la pulizia della casa. In picchiata, invece, i gelati (meno 4%) e lo yogurt (meno 2,4%). Le birre a basso contenuto di alcol perdono lo 0,4%.
LE CAUSE. L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo, spiega l’Istat, è dovuto principalmente al rialzo dei carburanti e, a cascata, del trasporto delle merci.
IL RISPARMIO. Se da un lato i prezzi aumentano, dall’altro il potere d’acquisto di salari e stipendi rimane al palo come rileva “Salary Outlook 2018”, l'analisi semestrale del mercato retributivo italiano dell'Osservatorio Job Pricing, elaborato su dati Mef, secondo il quale 8 lavoratori su dieci (coloro che guadagnano meno di 35mila euro l’anno), hanno visto salire gli stipendi dello 0,2%.
LE REGOLE. Come ricordano le associazioni dei consumatori, basta seguire alcune semplici regole: la prima, è quella di andare a fare la spesa a stomaco pieno; la fame aumenta la propensione all’acquisto. La seconda è compilare la lista della spesa, e attenersi solo a quella, evitando di girovagare inutilmente tra gli scaffali. Terza regola, valutare bene cosiddette offerte speciali, che a volte tanto speciali non sono. Soprattutto, ricordare la regola numero 2: attenersi alla lista della spesa. Frutta e verdura: meglio se a chilometro zero, o direttamente dal produttore.Infine, bisognerebbe ricordarsi di portare le buste della spesa. A dieci centesimi l’una si arriva a 10 euro in tre mesi.