In spiaggia o in alta quota, tra differenze e falsi miti

22 Luglio 2017

Più si sale più è necessario proteggersi dagli ultravioletti: a 1.500 metri l’intensità è circa il 25% in più del livello del mare 

PESCARA. Ma che differenza c’è tra la tintarella presa al mare e quella in montagna? Il sito medicinaonline.co la spiega così: «Gran parte della radiazione solare viene arrestata dall’atmosfera terrestre, ciò significa che un soggetto, più è posto in vicinanza del livello del mare, da meno radiazioni ultraviolette è raggiunto. Al contrario, tanto più si sale di quota, tanto più la quantità di atmosfera diminuisce e tanto maggiore è la quantità di radiazioni solari che investe il soggetto».
Insomma, più si sale in quota più è necessario proteggersi dagli ultravioletti (Uv) la componente più potente e invisibile dei raggi solari tra i principali responsabili tanto delle abbronzature quanto dei possibili danni alla pelle. Circa ogni 300 metri di dislivello, spiega ancora medicinaonline.it, l’intensità dei raggi Uv aumenta di quasi il 5%. «Il che significa che a 1.500 metri l’intensità è circa il 25% in più rispetto al livello del mare». E in inverno? «In montagna il rischio di scottature solari aumenta, ma non solo d’estate, anzi in inverno questo rischio è addirittura maggiore». Perché? «Il freddo e le nuvole non ci fanno percepire il rischio legato all’esposizione al sole e ci fanno sottovalutare l’intensità dei raggi solari - chiarisce l’articolo -. Anche se il cielo è nuvoloso, al contrario degli infrarossi, i raggi ultravioletti penetrano ugualmente». Inoltre, «la neve riflette le radiazioni intensificandone la potenza (effetto specchio). Anche in montagna non basta una sola applicazione di crema protettiva. «E’ sempre meglio rinnovare il prodotto più volte e metterlo prima di esporsi al sole - prosegue medicinaonline.it -. L’effetto di una crema non è illimitato poiché la pelle, anche se non suda o viene esposta all’acqua come accade al mare, comunque traspira».
Infine, qualche falso mito da sfatare. «Non è vero che l’abbronzatura di montagna sia maggiormente duratura di quella marina. E’ vero invece che, per i motivi sovra esposti, l’abbronzatura di montagna sia più rapida – e più pericolosa! – rispetto a quella marina, per questo motivo è bene limitare il tempo di esposizione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.