«In Svizzera ne avevamo due comprati da noi emigrati»

PESCARA. «Roba da matti. Non sanno più dove prendere i soldi». L’ex parlamentare Antonio Razzi parla dalla spiaggia di Pescara e dichiara amore eterno al biliardino: «Unisce le generazioni e, adesso,...
PESCARA. «Roba da matti. Non sanno più dove prendere i soldi». L’ex parlamentare Antonio Razzi parla dalla spiaggia di Pescara e dichiara amore eterno al biliardino: «Unisce le generazioni e, adesso, lo vogliono pure tassare. È un gioco di crescita per i ragazzi: trovano amicizia, condivisione e imparano a vincere e a perdere, una bella lezione di vita».
Ma, in Parlamento, lei la voterebbe una legge che tassa il biliardino?
«No, anzi, mi muoverei per evitare una vergogna del genere. Da ragazzi andavamo al bar di Giuliano Teatino per giocare e stare insieme. Io di solito stavo in attacco: ero bravo a giocare sia con la palla da fermo che con la “virgola”, una sorta di passaggio. Era l’unico divertimento. In Svizzera, al circolo degli abruzzesi, ne avevamo due, comprati in una fabbrica di Torino grazie a una colletta tra noi emigrati. Altroché scommesse: dicevamo chi perde paga da bere. Facevo coppia fissa con un amico campano, Giovanni, faceva l’operaio anche lui e siamo ancora amici».
Sceglieva i blu o i rossi?
«Di solito i blu perché è il colore della nostra Nazionale».
Senta, ma era più bravo a biliardino o a fare politica?
«Prima con il biliardino; adesso nella politica estera: guardando quelli di oggi, io me li metterei tutti in tasca. Di Maio? Si dovrebbe dimettere ma la poltrona gli piace». (p.l.)

